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Brescia – In occasione dell’ anniversario della sua fondazione, abbiamo intervistato la dottoressa Nini Ferrari, presidente di ESA (Educazione alla salute attiva), associazione che, a fianco delle donne bresciane, si batte da sempre per diffondere la cultura della prevenzione dei tumori femminili e per alleviare il drammatico percorso di chi in un minuto vede completamente stravolta la propria vita.

Si entra in ospedale per un normale controllo, si entra sana. In pochi secondi una diagnosi che ti stravolge la vita. Una rivoluzione copernicana che ti destabilizza, ti fa crollare tutto.

Poi un poco per volta recuperi coraggio, forza e determinazione per continuare a lottare, per te stessa, per i tuoi cari. E acquisisci la consapevolezza che è importante avere vicino qualcuno che abbia già vissuto questa esperienza, che ti informi, che ti infonda fiducia nei medici, nei progressi della medicina, che ti aiuti ad affrontare i rapporti con i famigliari, che ti dia supporto psicologico.

E’ in seguito a un’esperienza personale che Nini Ferrari coinvolge alcune amiche e decide di costituire ESA con l’obiettivo di informare, diffondere la cultura della prevenzione, ma anche dare sostegno e alleviare il più possibile il duro percorso che una malata oncologica deve sopportare.

E soprattutto dare speranza, che è quell’atteggiamento che deve rimanere vivo, sempre e comunque.

Tanti sono i progetti che ESA ha realizzato per aiutare le donne bresciane colpite da tumore alla mammella, ma tre in particolare sono stati oggetto di particolare attenzione da parte dei media: Belle in Ospedale; il Progetto Familiarità, la Dignicap.
Grazie alla collaborazione con due aziende produttrici di cosmetici e alla piena disponibilità di due nostre collaboratrici, riusciamo a assistere circa 100 pazienti all’anno, nei tre ospedali cittadini (Civile, Fondazione Poliambulanza, Clinica Sant’Anna), per insegnare loro a truccarsi in modo da nascondere i segni della malattia. Le aiutiamo ad essere belle comunque, un sostegno che va oltre l’aspetto estetico, ma porta ad una riconciliazione con se stessi e con la propria immagine, vilipesa dalla malattia.

E’ dimostrato scientificamente il rischio dell’ereditarietà dei tumori, per questo riserviamo una particolare attenzione alle donne che hanno un maggiore rischio di contrarre la malattia, offrendo controlli gratuiti presso i nosocomi cittadini alle pazienti con familiarità entro il 1° e 2° grado.

Lo scorso anno abbiamo donato all’Ospedale Civile la prima macchina Dignicap, che permette di limitare la perdita dei capelli in fase di trattamento con chemioterapia.

Ottimi i risultati ottenuti, soprattutto è stato molto positivo il riscontro psicologico che ha avuto sulle pazienti, che riescono a specchiarsi senza vedere gli evidenti segni della malattia. Stiamo già lavorando per acquistare la seconda macchina, che contiamo di donare entro fine anno.

Quest’anno Esa festeggia il decennale. E’ un traguardo importante, perché può vantare 10 anni di intensa attività. Sicuramente vorrete festeggiarlo come si deve….
Sicuramente è un traguardo importante, che Esa ha raggiunto anche grazie alle mie collaboratrici, 12 donne eccezionali che nonostante gli impegni quotidiani mi sostengono sempre e dedicano molto del loro tempo alla nostra associazione.

E molto hanno fatto per concretizzare questo nuovo ambizioso progetto: un ambulatorio eredo-familiare rivolto alle donne colpite da carcinoma ovarico e mammario.

Esa sosterrà l’assunzione di un medico genetista (con regolare bando pubblico) che andrà ad affiancare le risorse che già esistono in ospedale Civile e che per tre anni effettuerà ricerca genetica sulla popolazione interessata. Una novità che darà lustro anche al nostro ospedale, punto di riferimento sul territorio, non solo bresciano.

Oltre alla prevenzione e alla ricerca, l’attenzione di Esa si concentra anche su coloro che già hanno incontrato la malattia.
Per questo motivo, grazie alla collaborazione del campione olimpico Andrea Cassarà, Esa propone un corso di scherma riabilitativa, da affiancare ai tradizionali esercizi a cui sono sottoposte le donne mastectomizzate.

Da ottobre saranno organizzati corsi da Cassarà e dai suoi collaboratori, rivolti non solo alle pazienti, soprattutto giovani donne sempre più colpite, ma anche ai loro figli. Per stare vicini, fare qualcosa insieme, ma anche per promuovere un corretto e sano stile di vita che passa attraverso una costante attività fisica.

L’incontro con Nini Ferrari è stato commovente, le sue parole ci hanno mostrato una realtà che pensiamo non ci debba toccare, una realtà che talvolta evitiamo di vedere. Mi ha particolarmente colpito la sua frase iniziale ‘entri in ospedale sana, e in pochi minuti una diagnosi sconvolge completamente la tua vita e quella dei tuoi cari’.

Ti senti smarrita, terrorizzata, non sai cosa ti aspetta, non sai cosa fare. Per questo le volontarie di Esa, che già hanno vissuto questa esperienza, ti possono aiutare a dipanare i tuoi dubbi, ti indirizzano, ti danno conforto, ti stanno vicino. Un grazie di cuore.

Il video dell’intervista.

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