Roé Volciano, Brescia. Si potrebbero “usare” i titoli dei suoi libri per descrivere il carattere libero e per salutare la partenza di Italo Bazzani, figura fondamentale dell’alpinismo bresciano e non solo. “Oltre la vetta”, il suo primo libro, racconta dove lui si trova ora, dopo che una lunga malattia che l’ha strappato da questo mondo e dalle sue montagne.

Se n’è andato pochi giorni fa, in silenzio, come una folata di vento delle cime. Era nato nel basso Garda, a Roé Volciano nel ’42, cittadino delle vette, con una passione inesauribile per la montagna, dove ha segnato vie, scalate, attraversate. Una vita in cordata, passo dopo passo in salita, con un’ideale di libertà e di vita “Imparato lassù”, titolo di un altro dei suoi libri.

Accademico del Cai e istruttore nazionale di alpinismo, lo ha legato al CAI di Brescia, ma anche al CAI di Bozzolo dove era direttore della scuola di alpinismo, lo ha legato in cordata con tanti alpinisti e nomi famosi della montagna, uno su tutti Fausto de Stefani salitore dei 14 ottomila della Terra.

Cordate che lo hanno portato a cimentarsi con le vette nostrane, ma anche con le cime delle Ande e dell’Himalaya, della Groenlandia. Una passione, quella per la montagna, che non gli ha risparmiato alcuni incidenti, senza però mai fermarlo, ha salito le montagne sino a quando è stata una malattia a fargli togliere gli scarponi, solo alla fine.

Una vita vissuta a pieno ritmo, sempre in salita verso la “Montagna fantastica, altro titolo di un suo libro.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.