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Lograto, Brescia. Le pennellate di Giacomo Bergomi hanno fissato sulla tela luoghi e visi, gente e mestieri, dalla Bassa alle Ande. Pennellate che fanno vibrare l’anima, colori che agitano emozioni. Si ancorano saldamente alla vita, agli ambienti, alle situazioni, alle nostalgie di semplicità del sommerso e dimenticato mondo popolare dei campi, della terra. Necessaria e indispensabile memoria collettiva.

…Pitturerò sempre e comunque i contadini e le donne della Bassa, specie quella che tende a finire sommersa, ma che sopravvive altrove” Giacomo Bergomi.

Sensazioni che hanno ispirato artisti e poeti che hanno trovato nelle pennellate del maestro fonte di emozioni da tradurre in arte.

Una mostra: “Omaggio a Bergomi” rende onore al grande maestro bresciano, nella prestigiosa cornice di villa Calini Morando a Lograto, tra pittura scultura e poesia, dal 15 dicembre al 6 gennaio prossimo. Inaugurazione sabato 15 gennaio alle ore 16.

La mostra nasce dall’intenzione di ricordare Giacomo Bergomi a quindici anni dalla scomparsa attraverso l’opera di alcuni artisti che hanno tratto ispirazione dal suo mondo pittorico e poetico. Gli ambiti espressivi presenti sono la pittura, la scultura e la poesia accostati in una sorta di conversazione ideale con quaranta opere del maestro.

La mostra si aprirà con la pittura. Sarà introdotta da Gabriele Saleri (1927-2014), amico di Giacomo Bergomi, con cui scambiò diversi ritratti. Proseguirà con Dino Bellini che, dopo esordi “bergomiani”, giunge ad una personalissima sintesi in cui sopravvivono evocazioni di figure osservate con lo sguardo del maestro. Di Gian Franco Tortella saranno presentate alcune opere dedicate al pittore nel 2004, esposte nella personale che tenne in Villa Morando.

Gli ambasciatori della scultura saranno Angelo Faustini e Lino Sanzeni; proseguirà così il dialogo ideale con alcuni soggetti bergomiani dai quali i due artisti hanno tratto le loro figure. La poesia sarà rappresentata da un testo di Gino Benedetti (1904-1989) del 1978: Le ragazze dipinte da Giacomo Bergomi.

Saranno esposte anche le opere lasciate dall’artista in occasione delle mostre tenute a Villa Calini Morando appartenenti alla Collezione civica del Comune di Lograto.

Arricchiranno la mostra anche le presentazioni delle iniziative attraverso le quali si perpetua il ricordo di Giacomo Bergomi: il Museo etnografico di Montichiari, le esposizioni permanenti, i riconoscimenti civici, il sito a lui dedicato. La mostra si concluderà con il confronto con alcuni falsi rintracciati in questi anni dal Gruppo Giacomo Bergomi.

In occasione della mostra sarà titolato a Giacomo Bergomi il “Salone di Giove” di villa Calini Morando, lo spazio destinato da anni alle esposizioni artistiche. La giunta guidata dal sindaco Gianandrea Telò ha deciso la titolazione allo scopo di riconoscere a Bergomi, logratese d’adozione, un giusto tributo per la sua lunga attività dedicata alla pittura, confermando un profondo legame con villa Calini Morando, teatro di importanti esposizioni tenute dall’artista.

Il critico Agostino Garda descrive così la mostra:
Giacomo non regalava amicizia casualmente, richiedeva assonanze di intenti, autenticità di rapporti che in questa originalissima esperienza espositiva trovano un palcoscenico ideale, quale solo Villa Morando può essere. Bergomi è qui con il suo mondo di sentimenti e pittura, è rappresentato in alcuni scenari fondamentali della sua arte, dalla sequela dei casolari ai volti, ai ritratti.
La prepotenza delle sue cromie si esalta alla luce che solo lui sapeva proiettare con tocchi rapidi di colore, con spatolate di vigore e finiture di pennello.
Un mondo di sentimenti da rivivere, un clima che, proprio perché passato, deve essere riscoperto, almeno rammentato perché la memoria, stavolta, non è operazione nostalgica, è affermazione di esistenza che non può essere interrotta.
Sta qui l’immortalità dell’artista che diviene omaggio, fortunatamente a noi che contempliamo, dialogo con noi che, stupiti ammiriamo.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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