Tempo di lettura: 3 minuti

Si tratta di un interessante evento, ispirato a San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti. Una ricorrenza che si traduce in un appuntamento dedicato a tutti gli operatori dei mezzi di comunicazione sociale, in relazione ad un’annuale manifestazione che, al Centro Pastorale “Paolo VI” di Brescia, si esplica in una chiamata a raccolta dei referenti, a vari livelli, del settore dell’informazione, mediante una propria puntuale edizione, argomentata secondo un dato tema, preso in considerazione.

Nel venti appaiato del ricorrente anno bisestile, tale tradizione coniuga la cifra del 2020 con il calendario del 24 gennaio, concretizzandosi, in tale sede diocesana cittadina, al civico di 30 di via Gezio Calini, attorno ad un incontro, consacrato, stavolta, a dare corpo al titolo della contestuale conferenza, nei termini di “Il peso delle parole – Parole che feriscono, parole che costruiscono”, secondo gli interventi del vescovo bresciano, mons. Pierantonio Tremolada, e del presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Alessandro Galimberti.

La proposta, formulata nell’ottica di una estesa compartecipazione, in riferimento al circostanziarsi delle peculiarità della sua stessa portata, instradata in una coinvolgente interazione, è divulgata nel testuale motivo inteso come funzionale a “(…) crescere in qualche aspetto della nostra professione che vorremmo vivere sempre al servizio della verità e del bene della comunità bresciana. (…)”.

Organizzato dalla Commissione della Diocesi di Brescia, preposta al settore delle comunicazioni, in relazione alle professionalità espletate nel diversificato contesto massmediatico, questo evento ha, in tal senso, anche un significativo risvolto formativo, essendo che risulta ufficialmente incardinato in una iniziativa avvallata dalla “piattaforma SIGeF” per i crediti dovuti da parte degli iscritti all’albo dei giornalisti, al fine della rispettiva titolarità d’appartenenza al loro qualificato contesto di pure, ormai assodata, attribuzione.

Anche il tema di quest’anno si profila, nella chiave di una riflessione deontologica, secondo un edificante intento di costruttivo effetto interlocutorio, a motivo della consueta possibilità dei partecipanti ad intervenire, sollecitando i relatori con i propri interrogativi, nell’andare, di per sé, la traccia prescelta, già, a sfiorare, anche nella letteratura, il pensiero focalizzato dallo scrittore Carlo Levi, nell’intitolare una sua opera “Le parole sono pietre”.

Dopo la concelebrazione eucaristica, attesa, sul posto, alle ore 10, transitando, nello stile della manifestazione, tra gli spazi vicini, poi destinati, invece, all’approfondimento del contributo di idee per questa giornata, è previsto l’evolversi dell’incontro, posto a confronto con l’autorevole figura al vertice della Chiesa bresciana e con chi, del comparto giornalistico, ne presiede l’incarico lombardo di una rappresentatività di settore.

Settore pure legato alla sempre confutata credibilità di un servizio, nell’ambito dell’informazione, che si accompagni anche alla condivisione di un’opportunità per interrogarsi, riguardo un orientamento professionale, propositivamente ricercato in un valoriale e persistente schema d’azione.

In questo senso, nella dimensione delle responsabilità, l’invito è il pensare a come meglio operare conseguentemente, per procedere ulteriormente nel processo di affidabilità e di credibilità che la comunicazione presuppone.

Sul piano della responsabilità etica cristiana che è affidata a ciascun credente nella testimonianza, è rivolta ai giornalisti anche l’odierna sfida globale dell’accresciuta dimensione degli spazi della comunicazione, anche nel mondo della rete internet, dove la fluidità del sistema costituisce, tra altri aspetti, elementi difficili e forse un poco spinosi per la garanzia dei parametri sicuri per quel riscontro di veridicità, affidato comunque ad una sfera di responsabilità personale, in un quadro di perseguita correttezza professionale.

(L’immagine in copertina è tratta dalla chiesa situata all’interno del Centro Pastorale Paolo VI di Brescia).

CONDIVIDI
Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *