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A raccontare la nuova missione del CIACC in Argentina è Nicola Di Santo, presidente del Credito Trevigiano e dell’Associazione che, lo scorso novembre 2009, ha aperto la compagine sociale a 16 Bcc, 4 Federazioni locali, Federcasse e Iccrea Banca.

Non posso dire di non conoscere bene l’Argentina. È il Paese che ha dato i natali a mia moglie e a molti dei miei parenti e che di tutta l’America Latina è senza dubbio il più europeo. Oltre la metà dei suoi abitanti ha origini italiane, il 97,6% degli adulti è alfabetizzato e le università pubbliche, in quanto gratuite e serali, sono molto frequentate. Si tratta di un Paese dotato di un capitale umano preparato, acuto e accorto.

E così, la percezione delle opportunità che l’Argentina offre alle nostre imprese, la consapevolezza che solo attraverso nuovi strumenti creditizi locali e cooperativi l’80% della popolazione attualmente esclusa dal credito “formale” potrà realizzare i propri progetti, il fatto che, al contrario di altri Paesi dello stesso continente, sia dotata di un eccellente capitale in grado di essere investito, mi hanno portato a credere in questo progetto di cooperazione finalizzato alla rinascita di un sistema di cooperazione di credito locale argentino.
La prima missione del CIACC – il Centro Internazionale di Assistenza al Credito Cooperativo, associazione non a fini di lucro nata all’interno del nostro movimento per promuovere lo spirito cooperativo nel mondo bancario argentino – ha coinvolto dieci persone del Credito Cooperativo italiano tra il 29 maggio ed il 6 giugno 2010. Il viaggio ci ha rassicurato sul fatto che esistano ottime probabilità che il nostro progetto porti a buoni risultati.
Nonostante il Banco Central de la Republica Argentina (BCRA) si mostri molto cauto nella concessione delle autorizzazioni ai sette progetti presentati dai Comitati Promotori di Casse di Credito Cooperative (CCC), poiché dal buon andamento della prima cassa dipenderà il successo di tutto il programma, la sensazione che abbiamo avuto è che ci sia molto ottimismo sia tra le istituzioni politiche sia tra le comunità locali.
Gli obiettivi della missione erano molteplici: capire lo stato dell’arte con riferimento alla costituzione delle CCC, presentare il progetto CIACC ai Comitati Promotori di CCC ed alle istituzioni sia italiane che argentine presenti a Buenos Aires, avviare i primi rapporti con gli organismi preposti alle attività di commercio internazionale in Argentina.
Nel corso di questa settimana abbiamo incontrato la Banca Centrale dalla quale abbiamo appreso che tre dei sette progetti presentati sono in una fase molto avanzata, tanto che la prima autorizzazione arriverà a breve. Secondo i funzionari con cui abbiamo avuto modo di relazionarci il recente cambio al vertice del BCRA, oggi presieduto dall’ex senatrice Marcò del Pont che appoggiò e firmò nel 2006 la Legge 26.173 con la quale le CCC sono state nuovamente riconosciute come enti finanziari nel contesto bancario argentino, gioca a favore del nostro progetto.
Abbiamo illustrato il progetto all’ambasciatore italiano Guido La Tella, da poco insediatosi a Buenos, abbiamo incontrato rappresentanti della Camera di Commercio italiana (CCI) a Buenos Aires, presieduta dall’imprenditore Luigi Pallaro (ex senatore italo-argentino in Italia), e dell’ufficio argentino dell’Istituto per il Commercio Estero, che ci hanno reso partecipi delle numerose opportunità che l’Argentina offre all’impresa italiana soprattutto nell’ambito delle province dove si concentra oltre il 70% del business argentino.
Ma gli incontri che ci hanno segnato più profondamente sono stati quelli con i diretti interessati al progetto, ovvero i Comitati Promotori. Presso l’Ufficio del CIACC a Buenos Aires abbiamo ricevuto sei dei sette Comitati Promotori che hanno presentato domanda di autorizzazione alla Banca Centrale con l’obiettivo di spiegare loro la nostra idea di assistenza tecnica attraverso la costituzione di gemellaggi tra BCC e CCC, di ricevere da loro informazioni sulle caratteristiche dei loro territori, dei loro soci e, soprattutto, di capire cosa loro si aspettano dal Credito Cooperativo italiano. Infine, abbiamo fatto visita al Comitato Promotore della città di Paraná, presso il quale abbiamo conosciuto i soci fondatori ed i futuri amministratori della cassa.
Entro i prossimi cinque anni le CCC dovranno costituire una federazione di secondo livello, secondo quanto stabilito dalla Legge 26.173. Ci siamo, pertanto, incontrati con le due organizzazioni – FACC e IMFC – che associano le cooperative attualmente impegnate a livello informale nel settore del credito. Sempre sul tema dei servizi di secondo livello, si è avuto modo di verificare lo stato dell’arte del centro applicativo che dovrà fornire servizi informatici alle casse incontrando la Tekhne, una società informatica argentina che si è proposta ai Comitati per la creazione di un sistema informatico integrato. Infine, abbiamo dedicato una visita all’INAES – Istituto Nazionale dell’Associativismo e l’Economia Sociale – a cui spetterà l’approvazione dello Statuto delle CCC e la vigilanza cooperativa su di esse e all’Università di Bologna, che attraverso la sede di Buenos Aires segue dal principio il progetto di costituzione delle casse attraverso attività di formazione ai futuri amministratori e di ricerca per gli enti interessati.
A questo punto, il nostro auspicio è di vedere sorgere la prima cassa locale argentina al più presto.

Il contributo è tratto da ‘Credito Cooperativo’, numero 7, Luglio 2010

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