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Soncino, Cremona. “Ordine del Giorno” è un ciclo di incisioni, da cui la mostra prende il titolo, la mostra personale dell’artista Graziano Tinti al Museo della Stampa –Centro Studi Stampatori Ebrei dal 6 al 28 aprile. Inaugurazione sabato 6 aprile alle 17,30.

La mostra è caratterizzati da “oggetti d’uso quotidiano” che si dispongono alla visione in termini di ordine e di disordine, come se ogni volta queste tovaglie o questi strofinacci sfuggissero all’ordine di un ripiegamento o di una disposizione anonima per assumere un carattere personale della piega, in definitiva assumono il livello dell’identità dell’oggetto.

Un percorso, quello del Maestro Tinti, che da anni si basa su una ricerca attorno alle tematiche dell’oggetto che tradotto in arte mostra i suoi lati più inconsueti e media un raffinato rapporto con una rappresentazione che supera i limiti oggettivi e sconfina verso l’immaginario.

Graziano Tinti è nato a Castello d’Argile (Bologna) nel 1945 e si è formato presso la Scuola d’Arte di Bologna seguendo gli insegnamenti di Vasco Bendini e Pier Achille Cuniberti. Dopo gli anni londinesi durante i quali ha frequentato l’Art School of Kensington, negli anni Settanta ha completato la sua formazione nuovamente a Bologna, facendo riferimento all’atelier di incisione di Carlo e Sergio Leoni. L’incontro con il Realismo Oggettivo avvenuto con la mostra milanese: “ Iperrealismo americano e Realismo europeo “ del 1971, ha arricchito le componenti della sua ricerca pittorica, già ampia e variegata, prevalentemente orientata alle istanze della Nuova Oggettività Tedesca e strettamente legata all’arte del passato, alla lezione di Giovanni Bellini, Caravaggio, Vermeer.Dal 1978 al 1990 è stato docente di Comunicazione Visiva a Milano e a Roma.Dal 1992 vive e lavora sulle colline piemontesi del lago Maggiore.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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