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Reggio Emilia. Sperimentare lincontro innovativo tra danza e arti visive, questo è Orizzonti del Corpo è un progetto inedito che unisce arti visive, performative e tecnologia in un continuo scambio.

In scena c’è l’arte, con le opere di tredici artisti contemporanei invitati negli spazi di Palazzo da Mosto; la danza, con le MicroDanze ideate da cinque coreografi internazionali in un dialogo con le opere moltiplicatore di emozioni; e la tecnologia, con strumenti virtuali e immersivi che consentiranno ai visitatori di continuare ad assistere alle performance -messe in scena dal vivo solo nelle giornate di apertura e di chiusura- per tutta la durata della mostra, permettendo loro di incontrare sia la fisicità dei danzatori che la materia dell’arte in un modo del tutto inedito e innescando una nuova relazione con lo spazio.

Il percorso espositivo, a cura di Marina Dacci, si sviluppa in otto sale dello storico Palazzo da Mosto sino al 16 gennaio 2022, mettendo in connessione installazioni danzate (le MicroDanze) con una trentina di opere d’arte contemporanea dei tredici artisti contemporanei invitati. Si tratta di performance di pochi minuti, per uno o due, tre interpreti, destinate a spazi ristretti e a una fruizione espositiva.

Non è inusuale l’abbinamento tra danza e arte – sottolinea Marina Dacci, curatrice della parte espositivama in questo progetto si innestano ulteriori nuovi elementi in cui la fisicità dei danzatori e la materia dell’arte si affiancano a una tecnologia virtuale immersiva che consente di affrontare, con strumenti differenti, la prossemica tra danzatore e spettatore. Questo progetto è pensato, fin dall’inizio, come scambio paritetico. L’arte, in questo contesto, non è proposta come “decorazione scenografica” della danza, bensì come elemento arricchente, moltiplicatore di evocazioni e suggestioni che si snoda in un coerente percorso parallelo. Queste reciprocità, fatte di incroci e sovrapposizioni, di molteplici stimoli visivi e sonori, generano risonanze che incoraggiano il visitatore a vivere un’esperienza potente.”

Le MicroDanze saranno presentate dal vivo nel primo e nell’ultimo weekend della mostra, ma durante l’intero periodo sarà possibile farne esperienza attraverso i visori di realtà virtuale, oppure grazie a video, bozzetti ed elementi scenografici. Le sei MicroDanze ospitate a Palazzo da Mosto sono parte di un corpus di tredici performance brevi prodotto dalla Fondazione Nazionale della Danza, su impulso della Fondazione Palazzo Magnani, affidandole a dodici coreografi nazionali e internazionali, sia giovani che affermati.