Bergamo – Questa settima edizione del Festival Orlando è stata costruita attorno al tema del piacere, del corpo e della mente, della sensorialità come strumento fondamentale di conoscenza del mondo.

Dopo i capovolgimenti di questi mesi, il piacere si riconferma una pratica a cui è prezioso allenarsi: per riabituarsi all’incontro, alla vicinanza tra i corpi, al creare una necessaria comunità solidale nell’intreccio di età, sessi, generi, provenienze, abilità e ceti sociali.

Per questo è stato deciso di non annullare il Festival che era previsto per maggio scorso, ma di trasformarlo in due atti: il primo dal 4 all’8 agosto e il secondo dal 5 all’8 novembre.

L’obiettivo è quello di recuperare il piacere delle piccole cose, che divenga l’atto rivoluzionario per riflettere sui nostri limiti e confini, per aumentare la gioia, intesa come la definì Gilles Deleuze: “potenza di agire” culturale, politico e sociale.

Ripartiamo da qui: dal Festival, insieme a tutti.

ORLANDO è un Festival queer internazionale di cinema, danza e teatro, rivolto ad un pubblico ampio e variegato e caratterizzato da un approccio ironico, inclusivo e accogliente.

L’obiettivo è far sperimentare la cultura superando i confini, ampliando le possibilità di espressione e di conoscenza attraverso visioni plurali del reale.

E’ crescere nuove generazioni più libere, sognando una società con maggior sensibilità alle pari opportunità e ai diritti per le minoranze, con minore violenza di genere e ampliate possibilità di espressione.

E’ il desiderio di una società coraggiosa e disponibile ad esplorare l’alterità.

Arrivano a Bergamo esperienze artistiche di valore, la città si trasforma con il Festival per nove giorni fra film, spettacoli, incontri, laboratori e feste che si sviluppano su una rete di relazioni, scambi culturali e partnership nazionali e internazionali.

Il Festival, e l’associazione di cui fa parte, prende il nome dall’omonimo romanzo di Virginia Woolf ed è un esempio concreto di come le differenze culturali, di genere, etniche, di orientamento affettivo siano indispensabili per la costituzione di una identità culturale, plurale, viva e in costante trasformazione.