Anche quest’anno il campione paralimpico Andrea Devicenzi si cimenterà in un’altra impresa sportiva, camminando sulla Via Postumia, con la sua gamba e le sue due inseparabili stampelle Katana da lui stesso ideate.

Per il terzo anno consecutivo l’atleta amputato di gamba a seguito di un incidente stradale quando aveva 17 anni, rimarrà in  Italia per percorrere dal Mar Adriatico al Mar Ligure i 930 chilometri di questo storico tracciato.

Se negli scorsi anni c’era un valido motivo per rimanere in Italia, a seguito di tutto ciò che abbiamo vissuto negli ultimi mesi, lo scopo ha preso ancora più valore.

Il cammino di quest’anno non sarà solo impresa sportiva, ma soprattutto valorizzazione del nostro territorio, martoriato dalla pandemia del coronavirus ma da cui ora e tutti dobbiamo rialzarci.

Saranno attraversati 9 siti Unesco, 6 regioni e territori dal valore artistico ed eno-gastronomico ineguagliabili .

Andrea raccoglierà più storie possibili di quelle persone che vorranno lasciare la propria testimonianza al suo passaggio, convinto che meglio di chiunque altro chi vive nella propria zona sappia raccontare le proprie zone con amore, cuore e passione.

In partenza da Grado il 21 agosto
In partenza da Grado il 21 agosto

La partenza è prevista per venerdì 21 agosto da Grado per raggiungere dopo 47 tappe e 56 giorni, Genova.

In attesa di importanti Patrocini e collaborazioni e sponsor al suo sostegno, con il suo team sta già lavorando da tempo a questo progetto grazie alla collaborazione di Andrea Vitiello, esperto e responsabile di questo importante cammino.

Ad immortalare ogni singolo passo dell’atleta ci sarà Luca Rovelli, video maker professionista che attraverso video e foto immortalerà paesaggi, monumenti, persone che incontrerà Andrea.

“E’ una gioia contribuire con la mia squadra alla ripartenza del mio Paese” spiega Devicenzi, “amo anche io come tante altre persone il mondo intero, ma ritengo in questo momento estremamente importante sostenere i nostri concittadini, le nostre imprese e le nostre attività commerciali.

Impariamo a conoscere anche il nostro Paese, invidiato da tutto il mondo, con la sua gente ed i luoghi che molte volte ci sfuggono a pochi chilometri di distanza”.