Cremona. Un reportage sulle donne che raccolgono e confezionano il cibo che arriva sulle nostre tavole, è il drammatico contenuto del libro di Stefania Prandi che sarà presentato nell’incontro-dibattito di giovedì 18 aprile alla sala Zanoni, via del Vecchio Passeggio 1. L’incontro è organizzato dall’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba, Circolo “Hilda Guevara” di Cremona, incontri sui temi dell’informazione, della solidarietà e della giustizia.

Il racconto si snoda in tre paesi affacciati sul mare Mediterraneo, Italia, Spagna e Marocco, tra i maggiori esportatori di ortaggi e frutta in Europa e nel mondo. Qui, le braccianti, non solo sono pagate meno degli uomini e costrette a turni estenuanti, ma vengono molestate sessualmente, ricattate, subiscono violenze verbali, fisiche e stupri.

Nelle pagine, le vite delle molte lavoratrici che i media ignorano: la sopravvivenza quotidiana, la resistenza alla violenza, il coraggio delle denunce che, malgrado gli sforzi, cadono nel vuoto. Il libro è il risultato di un lavoro di inchiesta e documentazione durato più di due anni, con oltre centotrenta interviste a lavoratrici, sindacalisti e associazioni.

Stefania Prandi: giornalista professionista e fotogiornalista, si occupa di questioni di genere, lavoro, diritti umani, società e ambiente. Ha lavorato in redazione e sul campo. Attualmente sta portando avanti un lavoro su donne e caporalato, L’altra metà dell’agricoltura iniziato nell’aprile 2016, che ha già ricevuto tre menzioni speciali. Per Le conseguenze, reportage fotografico sui femminicidi in Italia, ha ricevuto la Stella di Bronzo ai Neutral Density Award. Con Alan Gand ha realizzato il documentario Uranium project (2011).