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Orzinuovi (Brescia) – Una fiera a cielo aperto, gratuita, ma anche onerosa, per l’impegno organizzativo e gestionale che la sua stessa natura presuppone, a margine di una lunga tradizione.

I settant’anni dell’annuale manifestazione fieristica di Orzinuovi segnano un traguardo temporale che implica una somma di vicissitudini e di avvenimenti attraversati dall’avvicendamento generazionale che ne ha testimoniato l’interessante sviluppo, diluito nella percezione di un patrimonio locale a cui una memoria sia individuale che collettiva non possono che recare un tributo.

In questo effettivo contesto d’interazione globale, appare nero su bianco il pensiero che Tonino Zana, presidente di “Nuova Orceania”, società a capo della fiera caratteristica a tale località della Bassa Bresciana, sottoscrive nel volume pubblicato in occasione delle raggiunte sette decadi della medesima ‘attività fieristica intercorsa, secondo quella iniziativa editoriale, realizzata dalla “Compagnia della Stampa”, nella quale “(…) C’è l’idea seria di un popolo orceano amico della sua Fiera e la convinzione di cercare lì, nel cuore del popolo, della comunità, cittadino per cittadino, il senso profondo della festa. Cinque giorni di Fiera sono le ferie gratuite e speciali di un mondo di migliaia di persone di questa pianura dimenticata da una città che rimane nient’altro che la somma di quartieri venuti dai paesi e di un ex pezzo animato dal centro storico. Il resto è tutto Fiera, è tutta festa dei paesi. (…)”.

Ciò che possono testimoniare le molteplici edizioni dell’appuntamento orceano in questione, decretato come “fiera regionale”, con tale titolo formale d’attribuzione, è un significativo contributo di concorde attestazione, nel ratificarne il valore, sulla base dei perduranti intenti, situati a sostanza della sua ferma ispirazione.

Un’ispirazione sancita, anche da una significativa sinergia con il territorio locale, come, fra altre considerazioni, spiega Eugenio Massetti, presidente “Confartigianato Brescia e Lombardia” fra le poco più di centodieci pagine di questo elegante volume illustrato, dal titolo “Orzinuovi 70 anni di fiera 1948 – 2018”: “(…) Una fiera nata agricola che successivamente si è aperta al mondo del commercio e a quello della produzione artigiana, divenendo così viva testimonianza della poliedricità e della ricchezza dei nostri territori. Ecco perchè Confartigianato, la prima e la più rappresentativa associazione di categoria delle imprese artigiane italiane, ha scelto di essere presente con convinzione in Fiera, attraverso il sostegno agli organizzatori, la partecipazione degli espositori e la promozione di convegni e dibattiti come quelli descritti in questo libro. (…)”.

Ancora con il territorio, si instaura quell’aggancio di prossimità per una condivisione fedele a certe origini comuni che risultano radicate nella pianura di un medesimo comprensorio, secondo le parole introduttive a questa diffusa monografia da parte di Ubaldo Casalini, presidente della Banca del Territorio Lombardo (BTL), “(…) Ci accomuna, fin dalle origini, il profondo e concreto legame con il territorio e il mondo agricolo, la volontà di riscattare la fatica atavica dei campi, la convinzione che l’incontro e l’unione tra gli uomini, l’amore per la propria terra e la fiducia nelle relazioni possano davvero creare occasioni di crescita e benessere, sfidando anche le congiunture e le perturbazioni della storia. (…)”.

In questa consapevole dimensione storica che, richiamando il passato, osserva il presente, in un promettente sguardo aperto al futuro, l’autore del libro, nella persona del giornalista Guido Lombardi, pone l’accento sulla “distintività”, anche specificata nel corso della sua premessa, nel sottolineare lo scopo della messa in stampa di tale opera documentaristica, attribuito al: “(…) ripercorrere le tappe di settant’anni di relazioni umane, evidenziare l’importanza di una manifestazione che va oltre la settimana in cui si svolge, confermare ancora oggi il valore della Fiera, in tempi completamente diversi rispetto a quelli del 1948, anno della prima edizione. (…)”.

Il libro, alla cui realizzazione hanno pure collaborato Maria Cecilia Chiappani, Andrea Colombo, Stefano Moretti e lo staff di Nuova Orceania” di cui Michele Scalvenzi è il presidente della “Commissione Fiera”, si sviluppa nell’esplicito binomio di una congiunta rappresentatività di riferimenti, interpretato in una vicendevole appartenenza al contenuto di sei capitoli, per altrettanti spunti storicamente conseguenti, ritrovando nella cittadina le sue principali voci istituzionali nell’accennata società “Nuova Orceania”, e nel “Comune di Orzinuovi”.

Dalle parole del sindaco, Andrea Ratti, la sintesi, ad esordio della pubblicazione, del progressivo passaggio avvenuto mediante una ragionata trasformazione, fino all’attuale caratterizzazione: “(…) da almeno un decennio, la Fiera regionale di Orzinuovi interpreta, ogni anno, il rapporto tra passato e futuro e propone una serie di eventi generali, evitando la specializzazione e nello stesso tempo cercando di non perdere le cose buone del passato. (…)”.

Fra questi aspetti, coesistenti in un’apprezzata tradizione, e tra le esigenze imposte da un cammino in evoluzione, il procedere a documentare, gli “anni Duemila” della fiera di Orzinuovi, pone, fra le pagine a colori della pubblicazione, anche un frammento di memorie partecipato dall’ex sindaco orceano, Ambrogio Paiardi: “(…) Dall’ingresso a pagamento, si è passati a quello gratuito e questo ha scardinato i parametri della Fiera: è cambiato il modo di lavorare, ma era necessario perchè, ormai, venivano meno le risorse economiche, calavano gli espositori ed i visitatori. (…)”.

Il cammino della fiera regge il passo con i tempi, avendo anche superato, in anni lontani, riflessioni volte pure alla propria cadenza, cioè, se annuale o biennale, fino a confermarsi presente, anche rispetto all’invece idea peregrina di scardinare il suo riproporsi, in un’abdicazione sessantottina sostanziale.

Nel 1997, anno seguente alla prima comparsa anche in internet di tale importante appuntamento fieristico, l’allora sindaco di Brescia, l’orceano Mino Martinazzoli, evidenziava, nel corso dell’inaugurazione, un appello funzionale alla lettura delle sfide del tempo, per ribadire un punto fermo della medesima manifestazione: “(…) Consentitemi di invitarvi, da orceano in esilio, ad essere fedeli alla tradizione: la Fiera deve restare così, non fatevi angustiare dall’idea della competizione. Nel 1948, quando Libero Zucchi e Primo Severini posero le basi della rassegna, si usciva da una situazione devastante. Eppure si ebbe il coraggio di guardare avanti. Fu un’ottima intuizione. (…)”.

Anche prima delle edizioni enumerate nella continuità dell’attuale stima settantennale, la fiera di Orzinuovi, propria del periodo a ridosso della festa patronale di San Bartolomeo, trae, dal passato di una serie di pregresse manifestazioni fieristiche, quell’ampio e composito spettro d’attrattive che sfuggono ad una esclusiva codifica ufficiale, non esaurendosi in un’estemporaneità limitata al pur consistente settore agricolo e commerciale e pareggiando la propria varietà, anche attorno a temi di presa culturale e di aggregazione sociale.

Oltre agli spettacoli, a suo tempo con la partecipazione sul posto di alcuni volti noti della televisione, come Mike Bongiorno, e fra altri ancora, Iva Zanicchi, anche lo sport, con, ad esempio, le gare ciclistiche, ed un dispiegamento istituzionale, con l’organizzazione di convegni, come quello di “Confartigianato”, in preparazione all’evento di “Expo 2015”, in un’ottica contestuale alla promozione di cultura, rappresentata, fra altre proposte, dalla “stagione lirica”, analogamente, al ciclo delle indimenticate mostre d’arte, come quella dedicata ad Antonio Ligabue nel 1983, complessivamente realizzate a spessore di quella poliedrica vocazione locale che, nel territorio, raccoglie, lungo il declino estivo d’agosto, l’eco di una compartecipazione collettiva, attorno al confronto con l’utile riscoperta di una domestica trasferta ricognitiva, perchè, come, ancora, scrive Tonino Zana, giornalista e scrittore, già sindaco di Orzinuovi e presidente, dal 2015, di “Nuova Orceania”“(…) La Fiera spazialmente è tutto quanto circonda ed è nel cuore di Orzinuovi. (…)”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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