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Sapete cos’è il social egg freezing?

Ve lo spiego io: la crioconservazione degli ovociti. Pratica assolutamente utile per le donne che per svariati problemi di salute (chemioterapia, tumori, terapie invasive) non possono mettere al mondo figli in età fertile, ma non vogliono privarsi di questa possibilità in futuro.

Ora, io non farei mai una scelta di questo tipo, ma capisco perfettamente chi decide di percorrere questa via.
Il punto è un altro. E’ notizia di questi giorni il fatto che le principali e più futuristiche aziende della Silicon Valley, come Apple o facebook, abbiano deciso di rimborsare alle dipendenti questa pratica, anche per motivi che esulano da problemi di salute. Quindi parliamo di un procrastinare per questioni sociali, che spaziano dal “ora non posso, devo fare carriera, ho i miei obiettivi”, al “non ho ancora trovato il partner giusto, ma intanto metto via gli ovuli, non si sa mai“, a “le condizioni economiche attuali non me lo permettono, ma quando si sistemeranno le cose io un figlio lo voglio“.

Lungi da me qualsiasi tipo di giudizio, ognuno è liberissimo di fare quello che gli pare. Ma la riflessione che faccio è molto semplice: se aziende di questo tipo, simbolo mondiale di scelte avveneristiche ed hightech, simbolo di un futuro tutt’altro che lontano, hanno deciso questo, non rendono forse socialmente accettabile, quasi trendy, il procrastinare ad oltranza il “momento buono” per concepire, in barba alla natura, che intelligentemente ha scelto per noi, ponendoci ad un livello superiore della stessa, novelli Deus ex machina??

Non è forse discriminante un mondo che ci impone di essere sempre al top, dove essere donne in carriera è sicuramente meglio che essere mamme presenti? Non è discriminante una società civile che non ci da gli strumenti adeguati per essere madri e lavoratrici, con buonsenso, offrendoci le giuste soluzioni? Questa novità, che alcune accolgono come la migliore delle cose, non è invece la più aberrante delle castrazioni dell’universo femminile, che la natura ha predisposto come culla dell’umanità, dandoci questo onere.. ma anche questa bellissima ed unica possibilità?

Io le risposte a queste domande me le sono già data, voi cosa ne pensate?

A completamento della riflessione vi lascio due righe della mia giornalista preferita, il mio idolo, Marina Terragni:

“Si dovrebbe lottare contro quegli impedimenti -economici, sociali, relazionali, culturali- che ostacolano il desiderio di avere figli quando il corpo li sa e li vuole fare, prevenire l’infertilità da continuo rinvio e da altro, e non lottare contro il corpo femminile “indisciplinato” per piegarlo alle esigenze del profitto. Questo sarebbe il lavoro politico da fare.

Che tante donne che si dichiarano “femministe” collaborino all’agguato alla libera potenza materna, intendendo questo come un progresso e un’occasione di libertà, è un fatto che andrebbe posto con urgenza al centro della discussione.

p.s. si potrebbe anche pensare a un superbonus aziendale per legatura tube o asportazione utero. Così archiviamo definitivamente la pratica e non ne parliamo più.”

Qui l’articolo completo.

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Barbara Ponzoni
Barbara Ponzoni, laureata in lettere moderne. Scrive da sempre, per lavoro e per diletto. Attualmente è nella redazione di Popolis.it, Popolis rivista e VivereCremona.it.

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