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Mantova – Dal 6 al 9 agosto in sella alle biciclette i Beati Costruttori di Pace hanno organizzato una lunga pedalata da Mantova a Vallenoncello (PN) per non dimenticare 1945 – 2015 i settant’anni dai bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki. Ma soprattutto per un trattato che metta al bando le atomiche.HIROSHIMA

La mia speranza è che si possa riparare a un terribile errore del passato, eliminando dalla nostra storia le guerre e le armi nucleari che possono distruggere l’umanità intera.” Le parole sono di Seiko Ikeda, sopravvissuta alla bomba di Hiroshima, sganciata il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino.
Si può seguire tutta la pedalata o partecipare ad una parte, l’importante è esserci perché a distanza dei settant’anni il pericolo atomico è ancora attivo.

Come ogni anno, anche in questo 70mo anniversario della distruzione di Hiroshima e Nagasaki, l’associazione Beati i costruttori di pace organizza l’iniziativa Pace in Bici:

  • per ricordare che la messa al bando delle armi nucleari dipende molto dall’impegno delle popolazioni,
  • per informarci sulle più recenti campagne da sostenere per realizzare il disarmo nucleare,
  • per promuovere l’adesione degli Enti Locali a Mayors for Peace – i Sindaci per la Pace,
  • per raccogliere adesioni alla solenne promessa,
  • per firmare una lettera di solidarietà al popolo della Isole Marshall,
  • per ascoltare testimonianze e condividere appelli per un mondo libero da armi nucleariPace in Bici 1

Il programma della pedalata “Pace in Bici 2015”:
ritrovo a Mantova, la sera del 5 agosto.
La mattina del 6 agosto, alle 8.15, ricorderemo il bombardamento su Hiroshima, a Mantova. Ed inizierà da lì il percorso, fatto in bicicletta per incontrare le comunità che attraverseremo, per sottolineare un comportamento rispettoso della terra e delle relazioni tra le persone e con l’ambiente circostante.
Percorso previsto:
6 agosto: Mantova – Legnago (VR) – Montecchio (VI).
7 agosto: Montecchio (VI) – Longare (VI) – Piazzola sul Brenta (PD) – Morgano (TV)
8 agosto: Morgano (TV) – San Stino di Livenza (VE) – Pordenone – Vallenoncello (PN).
9 agosto: Vallenoncello (PN) – Base USAF di Aviano. Davanti alla base, alle ore 11, faremo memoria del bombardamento su Nagasaki.Asiago 2014. Foto Nico Polato

Sono passati 70 anni, ma nonostante le speranze della cara Seiko, e della stragrande maggioranza delle donne e degli uomini della terra, il momento in cui tutte le armi nucleari saranno eliminate dal pianeta non sembra avvicinarsi. L’unica certezza è che crescono sempre più le iniziative della società civile e dei governi di tanti Stati non nucleari, che ormai sono stanchi di accettare nuovi documenti legati al Trattato di Non Proliferazione, in cui le potenze nucleari procrastinano all’infinito i loro obblighi, imponendo agli altri di rispettare invece calendari precisi. Si tratta di un’ampia alleanza di Stati e organizzazioni sociali che chiede di dare avvio a iniziative concrete,  per arrivare ad una regolamentazione internazionale che proibisca il possesso, l’uso e la minaccia dell’uso di quelle devastanti armi di distruzione di massa.Medea 2013. Foto Sandra Murgia

Ormai l’Iniziativa Umanitaria ha portato a tre conferenze internazionali, con massiccia partecipazione, dove esperti di tante discipline hanno confermato che non esiste al mondo la possibilità di far fronte alle conseguenze umanitarie di una qualsiasi guerra nucleare, nemmeno di una limitata. E, per questo, diventa un imperativo morale e giuridico far sì che non si arrivi mai alla detonazione di alcuna bomba nucleare. Con la sua solenne promessa, il governo austriaco si è impegnato a portare avanti ogni azione necessaria per garantire la sicurezza umana per tutti, proteggendo tutte le persone dai rischi delle armi nucleari. La Solenne Promessa è stata ormai sottoscritta da 108 Stati membri delle Nazioni Unite.

E lo spirito con cui la Repubblica delle Isole Marshall ha citato in giudizio le potenze che possiedono armi nucleari è un altro esempio della consapevolezza che, quando si tratta di bombe atomiche, tutta l’umanità sta dalla stessa parte.  Le Isole Marshall, che hanno subito le conseguenze degli esperimenti atomici statunitensi sui loro territori, non chiedono niente per sé, chiedono alla Corte Internazionale di Giustizia di esprimere un parere sul comportamento degli Stati che possiedono armi nucleari: Hanno rispettato gli obblighi giuridici che derivano dall’Articolo VI del Trattato di Non Proliferazione, quello in cui si impegnano a “concludere in buona fede negoziati su misure efficaci per una prossima cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare”?

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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