Gattatico, Reggio Emilia. “Succede ora, e succede in Birmania, che la democrazia vinca sopra ogni cosa, varcando distanze e tempi lontani, a significare un valore assoluto di civiltà. La consacrazione dello spirito di libertà di un popolo attraversa i confini, assume significati e simboli universali, come il volto ancora tenace di Aung San Suu Kyi, a sua volta il ritratto del padre Aung San che quel percorso lo iniziò 70 anni fa.” Queste parole di felicitazione per la liberazione del popolo della Birmania dalla dittatura, da parte della direzione di Casa Cervi, che per sua chiamata è paladino di libertà e giustizia dalle dittature.Aung-san-suu-kyi

Sono anche un invito per un convegno che già era in manifesto da tempo presso le sale del museo Cervi: Aung San a Casa Cervi: due popoli, uno stesso destino , in programma per sabato 21 novembre ore 10 a Casa Cervi. Un padre e una figlia accomunati nella lotta, pagando in modo diverso con la propria vita, per il destino di una nazione e la libertà del suo popolo.Aung San

Per Aung San Suu Kyi, premio nobel per la Pace nel 1991, è il compimento di una lunga marcia non violenta e di grande coerenza iniziata nell’88, quando le condizioni del suo paese segnato dalle proteste e dal massacro dei quasi 3000 studenti in rivolta contro la repressione del regime, la richiamano dalla sua vita e dagli studi in Europa, a seguire il destino di famiglia, in prima fila per la democrazia della sua gente. Il padre Aung San, 40 anni prima, aveva guidato la nazione all’autodeterminazione, prima di essere assassinato a soli 32 anni. Sono parabole destinate a diventare epica della libertà, dalle origini contadine del giovane Aung San, fino al sacrificio del giovane fondatore della Birmania, per arrivare al doloroso quanto irriducibile cammino per la democrazia condotto dalla figlia, imprigionata e vincolata dalle limitazioni del regime, ma alla fine vittoriosa insieme al suo popolo.birmania236

Pare una caso che nel centenario della nascita del primo artefice della Birmania indipendente, Aung San, sembra compiersi il destino di questa nazione, e di una aspirazione che abbraccia un intero continente, e oltre .

Fra pochi giorni, all’Istituto Cervi è in programma un convegno dedicato ad Aung San, ad un secolo dalla nascita, per riscoprirne le azioni, il pensiero, la persistente memoria. Un evento già programmato, ma che ha assunto un valore amplificato con le notizie di queste ore. La riflessione tra Casa Cervi e Birmania legava, e lega oggi ancora di più, culture, mondi, contesti lontani che negli stessi anni perseguivano analoghi percorsi di libertà. Non più, dunque, un parallelo della storia nel ‘900, tra la famiglia Cervi e l’esempio di Aung San, ma un fuoco preciso sulla formidabile attualità della lezione birmana, paradigma di democrazia conquistata con la forza degli argomenti, dello spirito, della storia.birmania221

A più di ottomila chilometri di distanza, a settanta anni dalla Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, che passò anche dalla cascina della famiglia Cervi, da uomini e donne, Casa Cervi può e deve essere ancora quella “casa dei popoli” liberi, che si sognava la sera, durante la guerra, girando il loro storico mappamondo. Quel globo oggi è fermo su Burma, insieme a tutti gli occhi del mondo che salutano la nascita di una nuova, splendida democrazia.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.