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Ferrara. La città estense baluardo della cultura rinascimentale italiana accoglie l’articolato e ampio progetto Paesaggi Curvi dell’artista Aqua Aura, in una doppia esposizione che si snoda in due fra i più caratteristici spazi, identitari della città.

L’esposizione, allestita in due sedi, inaugura la sera di sabato 16 marzo. Il primo appuntamento è presso la Palazzina Marfisa d’Este che ospiterà la mostra dal 16 marzo sino al 16 aprile. La mosra si sposterà poi alla Sinagoga Grande della Scola Italiana fino al 5 maggio. La Sinagoga Grande della Scola Italiana per la prima volta si apre all’arte contemporanea.

L’artista Aqua Aura presenta in anteprima a Ferrara il suo nuovo video Where the Lost Things Are (2019), cuore della mostra Paesaggi Curvi, a cura di Maria Letizia Paiato e Chiara Serri.

Il titolo Paesaggi Curvi nasce dall’assonanza fonetica con il concetto scientifico recentemente coniato nel campo della Fisica astronomica e indagato, in particolare, da Lisa Randall, autrice di uno dei modelli più accreditati di universo pluridimensionale. 

Come la scienziata concepisce l’universo quale membrana dotata di più dimensioni spazio-temporali che possono distendersi e curvarsi, accreditando quindi leggi fisiche radicalmente diverse dalle dinamiche che conosciamo, così Aqua Aura evoca, attraverso le sue opere, luoghi multidimensionali: paesaggi come generatori di significati che mettono in scena le contraddizioni della percezione umana e la paura di ciò che può esserci oltre, nell’altrove, e allo stesso tempo il desiderio di conoscere, di raggiungere ciò che sfugge ai sensi, fino a confondersi con i sentimenti arcani del ‘magico’ e del ‘sublime’.

Paesaggi Curvi è realizzata in collaborazione con i Musei Civici d’Arte Antica e la Comunità Ebraica di Ferrara, con il patrocinio della Regione Emilia

Scrive Maria Letizia Paiato: “La scelta e il connubio fra i due spazi non sono per nulla casuali. Una primissima lettura, infatti, del progetto di Aqua Aura poggia le proprie fondamenta sulla parola cultura, sovrapponendo in tal senso la contemporaneità del suo messaggio artistico alle molteplici memorie della città.

Dobbiamo pertanto immaginare Paesaggi Curvi come una sorta di breve viaggio capace di sollecitare quelle trame narrative che si celano in questi stessi luoghi e che l’arte, più di qualsiasi altra disciplina, sa costruire per comunicare concetti, trasferire emozioni, smuovere sentimenti, sollecitare riflessioni, secondo un andamento che dal particolare e l’universale astratto (due facce della stessa realtà) conduce alla singolarità, rendendo questo progetto distinto e diverso da altri.”

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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