La Palermo che apre le porte ai migranti, cercando di dare risposte concrete in piena emergenza umanitaria, quella del maggio 2014, quando l’Italia (ma soprattutto la Sicilia) accolse decine di migliaia di persone in fuga e, tra loro, tantissimi minori soli.

La racconta “Tutto il giorno davanti”, il film di Luciano Manuzzi ispirato alla figura dell’ex assessore del comune Agnese Ciulla, interpretata da Isabella Ragonese, che in quei giorni divenne tutore legale di centinaia di giovani migranti. Il film sarà trasmesso martedì 10 marzo su Rai1 alle 21.15.

La storia. Una giornata come le altre, nella vita di Adele Cucci, è eccezionale per il solo risultato di arrivare alla sera. È la giornata di una mamma che deve accompagnare a scuola, ascoltare, capire, sgridare e consolare i suoi due figli, per poi scappare al lavoro dove l’aspettano altri quattrocento ragazzi e bambini a cui badare. Le giornate di Adele sono così da quando, dopo la nomina ad assessore alle politiche sociali di Palermo, le sono stati affidati centinaia di minori stranieri non accompagnati sbarcati in città.

Adele è diventata il loro tutore legale, la loro responsabile, la loro referente. Insomma è diventata la loro ‘mamma’. Il tempo però sembra non essere mai abbastanza: decisioni, ostacoli, problemi, corse, sbagli, fallimenti e soddisfazioni riempiono ogni minuto della sua vita indissolubilmente intrecciata alle vicende personali delle centinaia di minori a lei affidati. I suoi quattrocento figli più i suoi due bambini. Quando arriva la sera, Adele può finalmente spegnere la luce e addormentarsi con la consapevolezza di aver fatto tutto quello che poteva fare, per oggi.

Nel 2016, mentre era ancora assessore, Agnese Ciulla ha ricevuto la proposta del regista Luciano Manuzzi di diventare il soggetto di un film televisivo. “All’inizio avevo manifestato tutta la mia perplessità riguardo all’idea del regista – racconta Agnese Ciulla -. Solo dopo alcuni incontri, in cui ho notato la disponibilità del regista e dello staff, leggendo le sceneggiatura, che è stata modificata per renderla più verosimile, ho deciso di accettare. Naturalmente mi sono affidata poi alla recitazione e alle riprese, che in buona parte non ho seguito”.

“Il senso del film è quello di riuscire a fare emergere come la città di Palermo, prendendo massima consapevolezza della situazione di emergenza che viveva, ha saputo rispondere con un lavoro di squadra che ha coinvolto le istituzioni ma anche il privato sociale ed il volontariato in azioni di condivisione e di solidarietà che hanno accresciuto il senso di comunità collettivo.  – racconta  – Nessuno minore è stato mai lasciato solo ma sono stati messi in campo tutti gli strumenti possibili per evitare il peggio. I palermitani che lo vedranno mi auguro che riescano a cogliere la narrazione diversa di una città, che non risponde solo alla criminalità organizzata, ma ha saputo dimostrare tante altre qualità, provando a dare una sorta di ‘normalità’ in quella che è stata una forte emergenza umanitaria.

Mi auguro poi che il resto degli italiani possa vedere una città che ha saputo attivamente uscire dal suo immobilismo, pur nei suoi tanti altri problemi, per prendere per mano, sostenere ed accompagnare tutti i giovani minori stranieri non solo con il cuore ma anche con azioni costruttive di preparazione del loro futuro. Penso per esempio al seme che abbiamo gettato e che, successivamente, ha portato all’istituzione dei tutori volontari che oggi seguono parecchi giovani immigrati”.

“Oggi la situazione politica è cambiata molto. – aggiunge infine Agnese Ciulla – Se non si mette mano alla modifica reale dei recenti decreti, tantissimi giovani migranti rischiano di rimanere in mezzo alla strada senza più alcun punto riferimento. Fortunatamente continua ad esserci una parte della città che accoglie, ma i problemi creati dal sistema sono tantissimi”.