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Sono passati quasi due anni della prima missione. In questo tempo, dedicato a lavorare a distanza con gli interlocutori conosciuti per trovare un punto di incontro sull’istituzione finanziaria che sarà, ci siamo resi conto che il cerchio non quadrava, le informazioni in nostro possesso erano ancora insufficienti e il quadro ricostruito durante la precedente missione frammentario.

Analisi successive avevano infatti messo in evidenza che una forma di cooperazione di credito già esiste in Palestina e viene praticata con un buon successo da vari anni. Questo tipo di istituzioni finanziarie poteva essere un buon punto di partenza per lavorare ad un’istituzione piú strutturata come una banca, in attesa che la legge che permette la costituzione di banche di credito cooperativo venga emanata.

Era quindi giunto il momento di andare a toccare con mano quell’esperienza, mancata per un pelo durante la prima missione.

Il Parc, ong nata nel 1983 da un gruppo di agronomi per sostenere i produttori agricoli dei territori occupati, ha aiutato la formazione di 12 delle 21 cooperative di risparmio e credito presenti ad oggi sul territorio palestinese.

Le cooperative nate sotto l’egida del Parc maturano dall’attività sociale di promozione di associazioni di donne finalizzata alla creazione di posti di lavoro e al sostentamento delle famiglie. È un ruolo importantissimo quello delle cooperative: di fatto, dando alle donne la possibilità di uno spazio comune di auto-organizzazione, esse possono amministrare autonomamente il proprio risparmio e concedersi prestiti, con un evidente effetto in termini di empowerment.

Le cooperative sono presenti in tutti i Territori Occupati, dalla Cisgiordania alla Striscia di Gaza, e sono espressione del villaggio di riferimento attraverso gruppi di donne che vanno dai quattro di Jerico ai sessanta della Striscia. Le donne hanno prima la possibilità di risparmiare un quantitativo fisso al mese che va a capitale sociale fino ad un ammontare di 500 dinari giordani (circa 500 euro). Una volta raggiunta la quota sociale minima, ogni donna può continuare a depositare i propri risparmi nella cooperativa con il riconoscimento di un interesse attivo e può richiedere un prestito pari a tre volte l’importo risparmiato, che funge da garanzia.

Il Parc sostiene le cooperative attraverso l’Ucasc, l’associazione cooperativa loro espressione che fornisce la consulenza e la formazione necessarie per svolgere il proprio ruolo sul territorio e raggiungere la sostenibilità.
Le cooperative sono a loro volta socie fondatrici assieme all’Ucasc e al Parc, tra gli altri, di Reef for Finance, un’istituzione di microfinanza che fa prestiti individuali e di gruppo ad agricoltori e allevatori palestinesi. Mentre le associazioni sono dedicate alle donne, Reef non ha pregiudiziali di genere. Anche Reef ha comunque una sua articolazione sul territorio dove emerge preponderante il ruolo dei responsabili di area, che possono contare sulla conoscenza diretta dei clienti e sul controllo sociale per il buon esito delle operazioni di finanziamento.

Khalil, Rula, Randa e Mohammad ci scortano a conoscere cooperative e beneficiari del Reef, in un tour che ci fa attraversare la Cisgiordania fino a Jenin, per terminare tra Hebron e Betlemme. Visitando ovili e pollai della Palestina, assieme a sale per matrimoni e serre, tutti progetti di cooperative e di clienti del Reef, ci rimangono impressi nella mente i sorrisi di queste donne, cosí orgogliose dei piatti palestinesi che ci preparano e che mangiamo con gli occhi pieni delle dolci colline che ci circondano. Le ultime volute di nargile ci segnalano che il nostro tour é finito e che si torna a casa, con la consapevolezza peró di aver trovato un valido partner con cui lavorare al progetto.

Questa volta non ci tocca la fortuna di poter ammirare almeno da vicino la Cupola della Roccia…l’orario invernale ci sorprende a metà mattina sotto una pioggia battente davanti ai cancelli della spianata delle moschee chiusi. Non ci resta che sbirciarla dal souq, davanti a guardie irremovibili.

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Elisabetta Berto
Mantovana d'origine, cittadina del mondo per necessitá. Dopo gli studi a Milano intraprende un personale percorso di approfondimento della finanza per lo sviluppo che la porta prima in Kosovo, poi in Ecuador e, infine, in Argentina. Lí ritrova se stessa. Adora i tortelli di zucca, non può fare a meno del canto e dello spagnolo. Calvino il primo amore, Borges un compagno per la vita. Colore preferito: rouge d'Armani 400.

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