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Brescia – La Ccdc, in collaborazione con il Comune di Brescia, ha invitato la signora Vera Baboun, sindaco di Betlemme, per un incontro pubblico mercoledì 3 settembre 2014 ore 18 nel salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia.

La visita della prima cittadina di Betlemme, organizzata da tempo, nell’ambito del gemellaggio che lega Brescia alla città in cui nacque Gesù, cade in un momento in cui il conflitto israelo-palestinese è tornato drammaticamente di attualità.

Anche per questa ragione, gli organizzatori invitano a questo incontro tutti coloro che hanno a cuore il destino del Medio Oriente, gli amici d’Israele e gli amici della Palestina, perché questi due popoli possono costruire il loro comune futuro solo superando quella che lo scrittore israeliano David Grossman definisce la “dicotomia totale, fasulla e soffocante: la scelta brutale fra essere vittima o aggressore“.

“Noi che siamo geograficamente lontani ma vicini con il cuore alle sofferenze di questi popoli”, spiegano, “abbiamo il dovere di ascoltare le ragioni dell’uno e dell’altro e cercare di portarli a dialogare tra loro”.

Vera Baboun, di fede cristiana cattolica, in occasione della recente visita di Papa Francesco ha così riassunto i problemi della sua città: il muro costruito da Israele la chiude come in un recinto, non è possibile andare liberamente a Gerusalemme, nel suo distretto sono sorti ben 22 insediamenti di coloni ebrei, l’acqua scarseggia in città e nei dintorni, mentre scorre liberamente negli insediamenti dei coloni, la disoccupazione affligge il 27% della popolazione, l’economia è strozzata, c’è carenza di strutture sanitarie. Betlemme riceve ogni anno la visita di circa 1.700.000 persone, ma questo flusso è di scarso impatto sull’economia locale, infatti nella maggior parte dei casi i pellegrini rientrano a Gerusalemme o a Tel Aviv per dormire.

La signora Baboun è stata eletta Sindaco nel novembre 2012 come indipendente nelle liste di Fatah, il partito del presidente palestinese Abu Mazen. È entrata in politica, sollecitata da numerosi suoi concittadini, dopo essersi dedicata all’insegnamento e alla famiglia; è infatti madre di cinque figli, professoressa d’inglese e preside di una scuola.

In un’intervista rilasciata all’autorevole quotidiano israeliano Haaretz ha dichiarato che le donne sono “ben adatte a ricoprire ruoli di leadership in politica, sia come primo ministro che come sindaco, perché più degli uomini sanno impegnarsi e sacrificarsi per il bene comune, è una naturale conseguenza della loro predisposizione alla maternità.”

Come candidata di fede cristiana è naturalmente orgogliosa di aver raccolto anche numerosi voti tra l’elettorato mussulmano e non solo femminile, in una difficile campagna elettorale in cui Hamas chiedeva pubblicamente di boicottare le elezioni e altri cinque candidati maschi aspiravano alla carica di sindaco. Ora conta su una chiara maggioranza di otto consiglieri su quindici.

Vera Baboun è oggi sindaco in una città in cui i cristiani sono meno del 40 % della popolazione, tuttavia non vuole considerarli una minoranza, perché “il termine minoranza possiede sempre una valenza di tipo etnico, mentre invece noi siamo tutti parte del popolo palestinese”.

Il sindaco di Betlemme, nella piena consapevolezza del valore simbolico che la sua città porta nel mondo, opera “per creare spazi in cui il buon seme della pace possa crescere”.

Con questa forte speranza di pace anche noi desideriamo incontrarla e per quanto ci è possibile sostenerla nella sua opera, perché come ha scritto il poeta palestinese Mahmoud Darwish: “Noi siamo affetti da un male incurabile: la speranza!”.

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La Redazione
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