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Leno (Brescia) – Molto spesso nelle famiglie odierne, sempre più sottoposte a stress e condizionamenti esterni, è difficile trovare il giusto canale di comunicazione. Non solo è complicato comunicare tra adulti: molto spesso parole o atteggiamenti vengono fraintesi e questo può intervenire in maniera dannosa sulle relazioni. Anche tra genitori e figli è necessario trovare un giusto equilibrio nella comunicazione, affinchè questa risulti un mezzo efficace e costruttivo. Va, inoltre, considerato che il riferimento stesso di famiglia è cambiato: non pensiamo più solo a mamma, papà e figli. Ma anche a figli avuti con altri compagni e bambini che crescono in famiglie di fatto, con due mamme o con due papà.

All’interno del poliedrico panorama sociale intende inquadrarsi l’incontro di mercoledì del ciclo di lezioni organizzati dalla LUBES. La serata si focalizza su “La comunicazione efficace in ambito famigliare”. A parlarne Paola Conti, psicologa e psicoterapeuta, specializzata in terapia famigliare, che focalizzerà l’incontro sulla relazione verbale, e non, tra genitori e figlie e tra nonni e nipoti.

“La comunicazione, soprattutto quella tra genitori e figli, deve creare innanzi tutto fiducia. Le parole ci aiutano ad affidarci al nostro interlocutore, ci indicano una strada”. Ma la comunicazione non è solo nelle parole. Nel gesto comunicativo rientra lo sguardo, la postura del corpo, l’espressività e il tono della voce. Una serie di fattori molto importanti e sui quali va posta attenzione, a seconda che stiamo parlando con un bambino, oppure con un adolescente. “ Se stiamo parlando ad un bimbo, ad esempio”, specifica Conti, “sarà bene porsi anche fisicamente alla sua altezza, quindi abbassarsi mentre ci rivolgiamo a lui, o a lei, per poterlo guardare negli occhi e posizionarci ad un livello di parità nei suoi confronti”. Errore, poi, nel quale non incappare è la “classica bugia” che spesso i grandi somministrano ai più piccoli per indurli ad obbedire. “Mai mentire, la parola deve sempre veicolare la verità, solo così il bambino impara a fidarsi del genitore . Ogni verità deve essere spiegata, anche in maniera semplificata, ma mai distorta”. Coltivare questi aspetti fin da piccoli aiuterà nello stabilire una comunicazione che sia chiara e limpida, roccia sulla quale costruire il rapporto di fiducia, specifica la psicologa, che durerà poi nell’adolescenza: “un bambino che si fida dei genitori sarà, con ogni probabilità, un adolescente che si affida ai propri genitori, nel rispetto e nella comprensione reciproca”.

Complice la crisi economica, negli ultimi anni i bambini vengono spesso affidati ai nonni, piuttosto che lasciati al nido. Ecco, allora, fondamentale il ruolo del nonni, una vera miniera d’oro per i nipoti. “I bimbi che crescono con i nonni sviluppano un’affettività molto più ricca e sicura rispetto ad altri che frequentano l’asilo. Il piccolo si rende conto che il nonno è una figura costante nella sua vita, che lo ama e che c’è sempre nel momento del bisogno. Questo, se può influire ritardando lievemente il tempo di autonomizzazione rispetto a chi frequenta l’asilo, crea però un riferimento affettivo fisso che accompagnerà il bambino durante tutta la vita, un senso di sicurezza impagabile. “Molto spesso proprio quei giovani che non riescono a comunicare efficacemente con i genitori, riescono invece ad avere un dialogo aperto e sicuro proprio con i nonni” ricorda Conti.

Molto spesso oggi ci preoccupiamo che i nostri figli siano allo sbaraglio in una società che – complice la rete, la televisione e i nuovi sistemi elettronici – ci sfugge di mano. La chiave per ritrovare l’intimità e fiducia nelle relazioni è proprio nella parola e in una comunicazione che sia autentica e genuina.

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Laura Simoncelli
Dopo il diploma di liceo scientifico, si laurea all’Univeristà Cattolica di Brescia nel 2004 in Lettere e Filosofia. Collabora con Fondazione Civiltà Bresciana e Bresciaoggi con stesura di articoli sportivi, cronaca e tempo libero. Dal 2004 al 2017 fa parte della redazione di popolis. E’ docente di italiano e storia presso le scuole medie e superiori

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