Tempo di lettura: 2 minuti

Verona – Sabato 9 aprile ore 20.45 a Verona, presso il Teatro Laboratorio (ex arsenale asburgico), è di scena “L’uomo invisibile” di Paolo Musio che ne è anche interprete. Il testo esplora il tema dell’invisibilità come condizione nel mondo contemporaneo attraverso la narrazione del romanzo di Wells ed il commento di Cioran dagli scritti “L’inconveniente di essere nati” e ” La tentazione di esistere”.

Lo spettacolo esamina, come in un teatro anatomico, i poveri resti dell’identità dell’uomo occidentale. Nel mese di aprile “L’uomo invisibile” comincia il viaggio attraverso l’Europa. Dopo il Teatro Laboratorio sarà l’11 aprile al carcere femminile della Giudecca a Venezia. “L’uomo invisibile” sarà, tra maggio e ottobre, a Berlino, Istanbul, Parigi, Locarno, Caen, Atene, Monaco di Baviera.

Dice Paolo Musio: “Visiterò teatri e luoghi inusuali, atelier di artisti… Porterò con me, come per un viaggio in un nuovo medioevo, una sorta di icona portatile, una lastra di vetro trasparente, e un testo poco rassicurante, come uno specchio in cui leggere il nostro presente contraddittorio, in un tentativo di ricomposizione. E’ un viaggio la cui necessità risiede per me nel desiderio insopprimibile di dare con il mio lavoro una possibilità alla pace, e ad una pace duratura, raggiunta senza far sconti alla nostra coscienza, mentre tutt’intorno c’è incertezza e paura, violenza solitudine ed egoismo”.

______________________________________

Paolo Musio, diplomato presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” di Roma, ha collaborato, in parti di rilievo o di protagonista, con i seguenti registi: Trionfo, Patroni Griffi, Salveti, Testori, Squarzina, Castri, Sequi, Nanni, Terzopoulos, Barberio Corsetti, Waas, Cirillo, Cherif, Nekrosius, Ronconi, Cobelli, Martone, Arcuri.

Nel 1993 fonda con Werner Waas la compagnia Quellicherestano, per la realizzazione di spettacoli da testi di autori come Brecht, Jarry, Achternbusch, Buchner, Muller, Lorca, Strindberg, Plauto, Schwab, Moravia. E’ autore di testi e adattamenti teatrali, tra cui “Renata”, “Eremos”, “Voce” e “Uomo invisibile”. A partire dal 2002 avvia una ricerca personale su progetti interdisciplinari che coinvolgono artisti e musicisti, con attenzione alla drammaturgia contemporanea. Collabora con Daniel Bacalov alla realizzazione del juke-box Oracolo, da Eraclito. Nel 2003 ha curato la regia e l’interpretazione di “Il banchiere anarchico” di Fernando Pessoa.

Nel 2009 il progetto Eremos, da testi di Carlo Michelstaedter, con la regia di Terzopoulos, si avvale della collaborazione di Kalliopi Lemos e di Jannis Kounellis. Nel 2012 apre il Laboratorio Idiòt, a Torino, nel quartiere di Porta Palazzo, per un’attività culturale a stretto contatto con la realtà sociale. Realizza gli allestimenti: “Voce” in collaborazione con Thorsten Kirchhoff, e “Furore”, da Steinbeck e “Uomo invisibile”, da H.G. Wells e E. Cioran. Nel 2015, unico italiano, ha partecipato alla produzione americana del Wilma Theater di Philadelphia di Antigone, con la direzione di Theodoros Terzopoulos.

CONDIVIDI
La Redazione
Siamo a Leno (Brescia) presso il Centro Polifunzionale di Cassa Padana Banca di Credito Cooperativo. Se volete, venite a trovarci. Vi offriremo un caffè e faremo due chiacchiere.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *