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Si chiama Giovanni Battista, ma non è Montini.
Il suo cognome è, invece, Mondini. Corrisponde all’identità dell’autore della caratteristica opera scultorea che, in una certa assonanza personale, naturalmente propria di un’altra storia, reca, del personaggio da lui rappresentato, lo stesso nome, promuovendone la memoria.

Dal suo lavoro artistico scaturisce la metaforica presenza di Paolo VI in Poliambulanza.

Nella chiesa di questo importante istituto ospedaliero di Brescia, il noto papa bresciano ha una scultura che gli è dedicata, in quella proporzione che è ridimensionata all’altezza commisurata allo sporgere della contenuta mensola dove è posizionata.

Su questa protuberanza d’appoggio, la statua si trova, accedendo nello spazio religioso che è da tempo ritagliato nel suo soverchiante e preponderante ambito sanitario, scorgendola sulla sinistra, innanzi ad un’analoga sporgenza che, dirimpetto al papa, profila la statua della Madonna Incoronata.

Al colore bronzo dell’opera di Giovanni Battista Mondini compete, in questo caso, anche il dorato, in un manufatto che sviluppa tale abbinamento cromatico nei materiali utilizzati, per i quali, alla sagoma del pontefice spetta la tonalità più bruna, mentre, a carico del suo stesso mantello, si esplica il giallo seppiato di una cornice avvolgente a cascata sulla medesima figura in abito talare.

L’atteggiamento montiniano è fedele alle immagini da repertorio, secondo il suo laborioso mandato pastorale, con uno sguardo di accoglienza, in corrispondenza con l’atteggiamento esercitato dalla mano destra, protesa all’incontro, a sua volta, in sintonia con un’espressione del viso molto verosimigliante con il profilo della personalità stessa, ritratta con un’efficacia speculare a riprodurne le fattezze, come le stesse sono testimoniate dai documenti dell’epoca e dai sopravviventi ricordi delle persone a lui contemporanee e compartecipi di un incontro, a vario titolo, sui passi di lui, avvenuto con il papa bresciano.

Quell’incontro che, in Poliambulanza, è rinnovato nella proposta di una statua dedicata a Paolo VI, reggente, nella sinistra, il bastone pastorale e, nella mano destra, la posa di un invito ad approssimarsi a lui, contestualmente alla disponibilità sul posto di una serie di santini, riproducenti, in immagine a colori, l’opera stessa, denominata “Statua di San Paolo VI – Buon Pastore”, e su altro verso, il testo di una preghiera ispirata al medesimo illustre e venerato esponente della Chiesa.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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