Verolavecchia, Brescia. Giovedì 3 dicembre, preso il teatro Giorgio Montini alle 20,45, Verolavecchia dedica una serata al suo più illustre cittadino onorario Giovanni Battista Montini, che fu papa Paolo VI, in occasione della chiusura dell’Anno Montiniano.

E’ di buon grado che i cittadini del paese della Bassa possono chiamarlo “un amico vero e sincero”, sentendolo parte della loro comunità, per i natali del  Beato: la madre Giuditta Alghisi era di Verolavecchia, e al paese ancor giovanissimo Paolo VI trascorse le vacanze estive.paolo VI lettera

Paolo VI è stato beatificato il 19 ottobre del 2014 da papa Francesco, la sua figura, scritti, parole e il suo pontificato si stanno rivelando poco a poco, con il passare del tempo e degli eventi, come profetiche nei fatti odierni: « Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell’umanità, è, col suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l’umanità stessa »

La serata si presenta di grande interesse per riscoprire una figura esemplare nel trascorso della storia moderna. Punto cardine in momenti difficili per il nostro Paese, basti ricordare la triste vicenda del rapimento Moro, e i fatti degli anni di piombo, in cui il ruolo della chiesa si trovava a fronteggiare i difficili cambiamenti sociali.Poalo VI  1

Durante la serata di giovedì saranno letti brani dai libri di Luciano Costa “ Paolo VI Beato, un amico vero e sincero” e “ Polo VI discorsi ai coltivatori della madre Terra”. A raccontare la figura del papa ci saranno monsignor Cesare Polvara, pro vicario della diocesi di Brescia; don Pierino Boselli, parroco di Verolavecchia, il sindaco Laura Alghisi e Raffaello Betti, direttore della Coldiretti di Brescia.

E’ per gli abitanti della Bassa un’occasione, oltre che approfondire la conoscenza del Beato conterraneo e il suo rapporto con il territorio, per l’affetto che il pontefice bresciano ha riversato ai lavoratori della terra “dolorosa”, per la quale venivano sacrificate esistenze.

Non dimentichiamo che Paolo VI fu il papa che cambiò la Chiesa, ponendo le novità del Concilio come programma di vita ecclesiale, comunitaria, sociale, porta spalancata all’avvento di un umanesimo nuovo, una strada su cui camminare insieme per favorire il progresso dei popoli.

 

 

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.