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A grande richiesta, sulla scia degli studi d’approfondimento, inerenti la sempre maggiormente apprezzata figura del pontefice bresciano, il libro “G. Battista Montini – Paolo VI – I passi bresciani verso la santità” è giunto alla sua seconda edizione, riveduta ed aggiornata, che, anche in questo caso, è stata realizzata dalla “Com&Print srl”, come puntuale iniziativa promossa dalla medesima sinergia organizzativa, attraverso la quale l’opera originale si era strutturata in una sua prima stampa fattiva dell’importante formato con il quale era stata eseguita.

Stampa che era apparsa successivamente all’evento della proclamazione a beato di questo papa, avvenuta nell’ottobre del 2014, rappresentando un laborioso trattato biografico, grazie all’infaticabile attività dell’Istituto di Cultura “Giuseppe De Luca” per la storia del prete e della “Fondazione Civiltà Bresciana”, riconducibili, nei loro vertici, ai rispettivi sacerdoti, mons. Osvaldo Mingotti e mons. Antonio Fappani, che, in collaborazione con Lucio Bregoli, hanno sottoscritto circa centosettancinque pagine, apportatrici di quelle dettagliate informazioni mediante le quali emerge una biografia illustrata, grazie ad una narrazione privilegiata dall’agevole schema di tematiche caratterizzazioni con le quali, la stessa, risulta compendiata.

A differenza della riuscita edizione d’esordio, questa subentrata pubblicazione si presta, fra l’altro, ad un più comodo formato di lettura che, conservando, nel carattere dei testi, la chiarezza grafica della propria funzionale natura, rispecchia la risoluzione di offrire all’opera una rinnovata premura del volerne facilitare l’approccio in una più pratica misura.

Paulus VIQuella misura che attiene ad un volume snellito nella ragionata riedizione con la quale rimodula la sua grammatura, razionalizzandone la proporzione e rispettandone la sostanza di una solida orditura cronologica, sviluppata in una composita memorialistica, dettagliata in una diffusa campionatura di mirate informazioni, stemperate in una particolareggiata levatura.

Oltre la prefazione di mons. Osvaldo Mingotti, sono otto le parti attraverso le quali la pubblicazione si struttura, esplorando, di papa Montini, i molteplici rivoli del corso della storia che a lui riportano nei risvolti diretti ed indiretti, per lo più, sperimentati in ambito bresciano, lungo lo scelto avvicendarsi dei fatti imperniati sulla sua figura.

Dalle lontane origini famigliari, con il capitolo dal titolo “Valsabbino di qualità”, all’aprirsi al mondo con quanto concernente, invece, “Un migolino che diventerà un gigante”, allo sviluppo dell’ormai innestata vocazione ecclesiale, con il ramificato resoconto di “Sempre più intensi gli impegni”, proseguendo pure il filo logico dell’interessante esposizione, con i particolari offerti in “Guide sicure a sempre più vasti impegni” che, a loro volta, sono espressi, rispettivamente, nelle pagine scorrevoli di “Vibrazioni da Magnificat”, “Pastore a tutto tondo” e di “Un cuore per il mondo”, i contenuti del volume sono calibrati in modo da approdare, infine, nella significativa sintesi conclusiva di “Ricordi”, suggestivamente confezionata nelle immagini evocative di quella emblematica caratura pastorale, in relazione alla quale la pubblicazione offre un contributo per la conoscenza di questo papa, mediante un’ambientazione bresciana, vagliata in un’ottica complessiva e bene illustrata.

Il ministero sacerdotale del futuro Paolo VI (1897–1978) sboccia nel “Santuario delle Grazie”, lungo l’omonima via del capoluogo bresciano, con la celebrazione della prima messa dopo l’ordinazione, domenica 30 maggio 1920. Dell’avvenimento, vissuto in prima persona dall’allora don Giovanni Battista Montini, se ne era occupato il quotidiano cattolico “Il Cittadino di Brescia”, dandone l’informazione tra le sue colonne tipografiche del primo di giugno, come è, fra l’altro, documentato nel libro di cui, all’articolo in questione, si assicura un’eloquente riproduzione.

Fra le varie notizie riportate dai quotidiani locali dell’epoca si evidenzia, in quel giorno, la particolarità culturale di una mostra pittorica approntata nella città stessa, nella fattispecie di un evento tale da aver probabilmente suscitato, agli allora contemporanei, un qualche moto di curiosità, soprattutto fra le personalità, a vario livello, attente alle ispirazioni del mondo intellettuale e, nello specifico, dell’arte, come pure papa Paolo VI si rivelerà essere, in molte sue doti, pervase da una concomitante e raffinata spiritualità.

Paolo VI grazieIl giornale “La Provincia di Brescia” riferiva potenzialmente anche al quasi ventitreenne sacerdote novello che “Oggi domenica 30 maggio, e per qualche altro giorno, nelle sale della Pinacoteca Tosio e Martinengo saranno esposte alcune delle tele che il Romanino ed il Moretto dipinsero per la Cappella del Sacramento nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Le meravigliose tele dove le grazie e le profonde abilità tecniche del Moretto sono profuse in trasparenze vivissime di colori e dove la foga e l’ampiezza artistica del Romanino si compiacciono in ricerche potenti di luminosità improvvise e fierissime, appaiono ripulite dal sudiciume e dalle macchie che le deturpavano. L’opera di ripulitura, ridotta ai minimi limiti, chè le tinte non furono in alcun modo toccate, fu compiuta dal prof. O. Silvestri, il quale già da due mesi dedica la sua preziosa attività alla cura sapiente dei dipinti della città e della provincia. Si avverte in pari tempo il pubblico che domani il museo civico dell’Età Romana non potrà aprire la terza saletta, perchè ingombra per i lavori di restauro ad una parete”.

Con questo volume, dove, nel cammino terreno di Paolo VI, si intersecano pure numerose testimonianze personali di altrettante esistenze che arricchiscono l’opera divulgativa con i documentati riferimenti di un’interessante raccolta ricognitiva dei personaggi che, a vario titolo, hanno contraddistinto, in quel periodo, il panorama bresciano nella contestuale cura della loro vocazione elettiva, si attesta quasi a quaranta il numero dei libri pubblicati per la “collana Profili” da parte dell’Istituto di cultura “G. De Luca” per la storia del prete, concatenandosi, in questo modo, insieme all’elenco dei titoli, caratterizzato dall’avvenuta stampa di quelle pubblicazioni che, per opera di una serie di autori, offrono, al tema di fondo via via esaminato, un diversificato insieme di implicite corrispondenze: “M. Trebeschi – F. Molinari, Giovanni Battista Montini maestro di religione: i corsi alla Fuci, Brescia 1994”, “ A. Fappani – Un apostolo della Parrocchia: monsignor Virgilio Casnici, Verolavecchia 1994”, “ F. Frassine – Don Renato Monolo. Parroco missionario, Edizioni Cuore Amico, Brescia 1999”, “L. Bresciani, Una vita per il Seminario. Sulle orme di mons. Giacinto Albertini (1906 – 1968), Brescia 1999”, “ M. Busi – La filanda delle vocazioni. Storia di Villa San Giuseppe a Botticino, Brescia 2000”, “Mons. Giuseppe Davini: il tempo le opere gli scritti, Brescia 2000”, “M. Trebeschi – Don Baldassarre Calabria (1794 – 1867), Brescia 2000”, “A. Bonetti (a cura) Don Mosè Tovini negli scritti del Vescovo Pietro Gazzoli Ausiliare di Brescia (1968 – 1983), Brescia 2000”, “Pietro Gazzoli Vescovo, Brescia 2000”, “F. Frassine, Mons. Luigi Ferretti. L’arciprete della ricostruzione, Edizioni “Il Ponte”, Brescia 2000”, “ G. Pagani, E. Lonati, E. Maghini, P. Marchesi – Don Angelo Tedoldi. Una presenza che si fa dono, Brescia 2001”, “A. Artioli – Don Luigi Maccabiani. Oltre la memoria, Brescia 2001”, “M. Corradi – Don Pietro Patelli. Un esempio di vita sacerdotale da non dimenticare, Brescia 2001”, “F. Pedrazzi – Il prete Mons. Giovanni Antonioli, Brescia 2002”, “M. Busi – Mons. Giovanni Marcoli. Un protagonista del movimento cattolico bresciano, Brescia 2002”, “F. Frassine – Mosè Tovini. La santità nel quotidiano, Brescia 2006”, “M. Busi – Un parroco e la sua comunità. Don Bortolo Piccinelli a Serle (1906 – 1928), Brescia 2006”, “Don Dino A. Girelli (a cura) Prof. Giacomo Zerneri. Pastore, letterato e storiografo, Brescia 2007”, “ F. Frassine – Mons. Luigi Fossati. La storia come dramma e mistero dell’uomo, Brescia 2006”, “G. Grasselli – ….E li prese con sé. Don Serafino Ronchi, Edizioni del Grimm, Esenta di Lonato, 2006”, “M. Sala – Mons. Angelo Zammarchi. L’apostolo dell’educazione nel 50° della morte, Brescia 2008”, “F. Frassine – Don Vincenzo Oliva. Un diario dell’anima, Brescia 200”, “M. Lovatti – Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Brescia 2009”, “F. Frassine – Ferruccio Ferriani. Padre delle vocazioni “adulte”, Brescia 2009”, “Don S. Gorni – Don Francesco Marini, Parroco di Botticino Mattina (1967 -1977). Un prete secondo il cuore di Dio, Brescia 2010”, “Don S. Gorni – Botticino Mattina. Il problema sociale delle cave e la testimonianza di don Giovanni Vespa, Brescia 2010”, “F. Frassine – Don Riccardo Vecchia, Partigiano di Dio, Brescia 2011”, “P. Rigosa – Le storie de Tone Barbèl, Brescia 2012”, “E. Zambelli – Dieci ritratti. Paolo VI, mons. Almici, sette Preti e un Laico, a cura di A. Bonetti, Brescia 2012”, “A. Bonetti – Ministri di Cristo e servi della Chiesa, Brescia 2013”, “ A. Fappani – Preti, i più dimenticati. Nel segno dell’unità d’Italia per la concordia degli Italiani, Brescia 2013”, “ A. Fappani – L. Bregoli – I preti sociali nel bresciano e il sigillo d’amore di un papa santo: il beato Paolo VI, Brescia 2014”, “ A. Fappani – L. Bregoli – Il ghedese pdre Giovanni Monsignori protagonista della rinascita dell’agricoltura, Brescia 2014”, “ P. Pizzamiglio – Angelo Zammarchi, La scienza come apostolato, Brescia 2014”, “C. Mingotti – Angelo Zammarchi e la scuola cristiana, Brescia 2014” e “A. Bonetti, Galleria di ritratti in occasione della beaatificazione di Paolo VI, Brescia 2014”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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