Mi scrive Paquita, 26 anni, mano destra, femmina

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Grazie, Paquita, per quello che mi hai scritto. E’ bello ritrovare persone dopo tanti anni. Il problema di te bambina, di te 13 anni fa era solo quello di un inizio di cosiddetta “falsa anoressia”, che sarebbe, comunque, potuta degenerare e diventare una patologia. Perché si inizia, verso la pubertà, a rifiutare il cibo?

Nel passato, era più che altro un atteggiamento solo femminile; da qualche tempo, invece, si ritrovano queste modalità anche nei maschi. La base di tutto è lo sforzo di voler affermare la propria identità, nell’ambito familiare ed in particolare nei confronti della figura materna. Molti testi accusano la relazione con la madre, per i figli anoressici. Non sempre è vero.

Più che altro, il rifiutare di nutrirsi è un “voler decidere per sé”. E’, anche, un modo per essere al centro dell’attenzione e per riconoscere (anche se in modo distorto) l’amore che l’habitat ha nei confronti del soggetto, amore che – nell’ottica di chi rifiuta il cibo – si manifesta sotto forma di accudimento e di preoccupazione.

Forme di falsa anoressia possono comparire in età adolescenziale, o prepubere, in momenti particolarmente impregnati di ansia. Ansia che può derivare dalla fatica del crescere, oppure da oggettive resistenze e da effettivi accadimenti di tipo anche traumatico.

Quanto alla tua grafia di oggi, Paquita, essa rivela una personalità:

  • desiderosa di chiarezza
  • portata a tacere ed a contenere (non per mancanza di sincerità – che, anzi, risulta ad alti livelli – ma per difesa) ciò che è intimo, personale.
  • necessitante di programmazione, di binari e di schemi ben delineati, per produrre al meglio. Compare un Segno grafico dal quale si arguisce che può avere sviste o dimenticanze, pur volendo essere meticolosa e precisa
  • non impulsiva, ma tenacemente attaccata a chi le dimostri amore ed attenzione
  • onesta e con ottimali principi morali
  • timorosa per le malattie, proprie o di chi ama
  • capace di dare, con generosità, con oblatività, ma anche attenta al riconoscimento di quanto fa. Nel caso queste non venissero ben riconosciute, capite o accettate dall’attuale ambiente, vedrei bene Paquita inserirsi nel mondo del volontariato.
Anna Grasso Rossetti
Dopo l'insegnamento mi sono dedicata alla libera professione di: psicologa, perito grafico, esperto del segno presso i Tribunali, docente di psicologia della scrittura, di comunicazione fattiva e tecniche di rilassamento, consulente in Sessuologia, psicologa dello Sport. Sono iscritta al Collegio Lombardo Periti Esperti e Consulenti.