Sono ricercati in tutta la Francia i due uomini armati di Kalashnikov che questa mattina a Parigi hanno fatto irruzione nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, sparando indiscriminatamente contro i presenti nella redazione, uccidendo almeno 12 persone e ferendone oltre 20.

Gli attentatori erano incappucciati e vestiti di nero e, secondo quanto si è potuto ascoltare da alcuni audio e video pubblicati in rete, parlavano perfettamente il francese e hanno sparato gridando “Allah u akbar” (Dio è grande).

Una volta usciti dalla sede, i due uomini hanno ucciso due poliziotti alla guida di un’auto e sono fuggiti con quest’ultima, che è stata in seguito ritrovata a nord della capitale francese.

Nella strage sono morti anche 4 dei vignettisti del giornale: il direttore Stephan Charbonnier (in arte Charb), Jean Cabut (Cabu), Tignous e Georges Wolinski.

vignettaCharlie Hebdo è stato fondato nel 1969: notissimo in Francia per la sua irriverenza e la ruvidezza del linguaggio, era divenuto conosciutissimo in tutto il mondo dopo la scelta (nel 2006) di pubblicare le caricature del profeta Maometto che erano state diffuse per prima volta dal quotidiano danese Jyllands-Posten.

Il giornale era stato più volte vittima di minacce e di attentati: il più grave fino ad oggi si era verificato nel 2011, quando la sede era stata distrutta da un incendio doloso. Nello stesso anno era stato preso di mira il sito web del giornale, sulla cui home page erano apparsi una foto della Mecca e alcuni versi del Corano.

L’ultima vignetta firmata “Charb” in questi giorni era stata tristemente profetica: “Ancora nessun attentato in Francia”, si legge sotto il disegno, mentre un talebano armato risponde: “Aspettate. Abbiamo tempo fino a fine gennaio per farci gli auguri”.

Approfondimenti
Charlie Hebdo, Houllebecq e la democrazia – Panorama
Un attacco alla madre di tutte le libertà – Wired
Houllebecq e il libro fatale – Ansa
In diretta – Le nouver Observateur
L’attacco peggiore a Parigi dopo la seconda Guerra mondiale – Liberation

Lo schema dell’attentato (da Liberation)
Lo schema dell'attentato

 

Redattore Sociale
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