Capo di Ponte, Brescia. Il Centro Camuno di Studi Preistorici (CCSP), ente culturale senza fini di lucro, nasce in Valcamonica nel 1964. Dall’esperienza di documentazione e ricerca maturate in Valcamonica, muove una grande avventura intellettuale: documentare, valorizzare e comprendere l’arte rupestre trasformando la ricerca scientifica in cultura e in sapere per tutti.

Per il ciclo “Parlando di arte rupestre”, il Centro Camuno di Studi Preistorici organizza un incontro con il Prof. Emmanuel Anati, lunedì 12 aprile alle ore 16.00 sulla pagina Facebook del Centro Camuno di Studi Preistorici, sulle radici della comunicazione visuale, tra arte preistorica e origini della scrittura, per esaminare prospettive e sviluppi nella lettura dell’arte preistorica secondo un’ottica multidisciplinare. Il pubblico che segue in diretta Facebook è anche invitato a partecipare commentando per iscritto durante l’incontro virtuale.

L’incontro prevede il coinvolgimento attivo di alcuni autori che interverranno a commento e sviluppo delle idee espresse nel volume “Origini della scrittura” (Atelier edizioni, 2020) di Emmanuel Anati. L’autore commenterà in diretta le idee e proposte per l’avanzamento della ricerca espresse dai partecipanti al seminario.

L’arte rupestre è un patrimonio ricco ma fragile, il miglior strumento per tutelarlo è farlo conoscere. La conoscenza delle origini, della propria storia, dei suoi riferimenti, collegamenti, fusioni deve essere parte delle conoscenze di ogni individuo. Permettere anche al vasto pubblico di percepire l’importanza storica e culturale dell’arte preistorica e tribale significa responsabilizzare e coinvolgere tutti nella sua salvaguardia.

Il Centro Camuno di Studi Preistorici ha dato un contributo decisivo nel riconoscimento della Valcamonica come sito del patrimonio culturale UNESCO. In più di cinquant’anni di attività il CCSP ha condotto ricerche in Valcamonica e Valtellina, in gran parte dei siti di arte rupestre in Italia e nel Mondo, raccogliendo migliaia di documenti riuniti e catalogati che, insieme alla biblioteca specialistica, costituiscono l’archivio WARA.pro (World Archive of Rock Art).