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Parma. Dopo i lunghi e difficili mesi delle chiusure imposte dall’emergenza sanitaria, la città festeggia l’avvio del suo rinnovato palinsesto di iniziative, in un crescendo di aperture e attività, disseminate tra città e territorio dall’Appennino al Po.Musei, teatri, biblioteche, gallerie, cinema: i centri della cultura tornano a nutrire il pensiero e l’immaginazione di cittadini, appassionati e turisti. Parma si anima con eventi, esposizioni, spettacoli, concerti, rassegne, mostre: si spazia dalle statue dei Mesi e delle Stagioni di Benedetto Antelami ad Abecedario d’artista, dedicata ai giovani artisti dell’Emilia-Romagna a Palazzo del Governatore; dalle Porcellane dei Duchi di Parma alla Reggia di Colorno all’installazione Florilegium; da Design! Oggetti, processi, esperienze – Through Time, che svela l’immenso patrimonio degli archivi dello CSAC (Centro Studi e Archivio della Comunicazione), a Modigliani. Opere dal Musée de Grenoble di Fondazione Magnani Rocca; da Parma la città del profumo alla rassegna Il trionfo del Tempo e del Disinganno alla scenografica Abbazia di San Giovanni Evangelista.

Due sono gli appuntamenti-simbolo del nuovo inizio di Parma Capitale. Torna a essere visitabile, per cittadini e turisti, la splendida Camera di San Paolo, nota anche come Camera della Badessa, affrescata dal Correggio, la cui gestione è ora affidata al Comune di Parma. È uno dei gioielli meno noti del Cinquecento italiano: la sua nuova apertura, nell’anno in cui Parma è Capitale della Cultura, acquista un valore speciale e diviene emblema di un nuovo rinascimento, che non può prescindere dalla cultura.

La Camera è uno degli ambienti del monastero benedettino di San Paolo, che fu fondato verso l’anno 1000 dal vescovo di Parma, Sigefredo II, e conobbe il periodo di maggior splendore quando ebbe come badessa Giovanna da Piacenza, dal 1507 al 1524, che ne fece uno dei centri culturali più significativi di Parma. Questo capolavoro del giovane Correggio venne completamente dimenticato dopo il 1524, quando il monastero di San Paolo fu trasformato in un convento di clausura: fu riscoperto, dopo due secoli di oblio, solo nel Settecento, dal pittore tedesco Anton Raphael Mengs.
In tempi recenti la Camera è stata a lungo chiusa, ma ora sarà accessibile con continuità per tutti gli appassionati.

Altro momento eccezionale nel calendario della Capitale ed esempio virtuoso della sinergia della città con il suo territorio, è la mostra del Labirinto della Masone Umberto Eco, Franco Maria Ricci. LabirintI. Storia di un segno, percorso multimediale aperto al pubblico dal 22 maggio al 26 settembre 2021.

La nuova esposizione del Labirinto della Masone, grazie a innovativi allestimenti multimediali, trasforma il Labirinto in un vero e proprio metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo, alla scoperta della storia e del significato di uno dei simboli più antichi al mondo. La mostra si sviluppa in quattro sale, nelle quali i visitatori sono accompagnati dalla guida di ombre nobili e sapienti, legate alla storia di Ricci, come Umberto Eco e Jorge Luis Borges, con transiti multimediali di parole e pensieri.