Parma – Come è successo per molte attività, anche l’imponente complesso di interventi che stavano marciando spediti verso il recupero di San Francesco del Prato a Parma ha dovuto arrestare la propria corsa di fronte alla minaccia del COVID-19.

Ora, però, dopo sei settimane di interruzione totale, gli operai hanno ripreso a lavorare con estrema attenzione, nel tentativo di recuperare il tempo perso.

Ideale colonna sonora di questo nuovo inizio, il ciclo di concerti “Il Suono nella Bellezza” – che nel 2019 aveva proposto le esibizioni di grandi interpreti negli spazi della chiesa cantiere – torna a fare sentire la propria voce il 19 e il 26 luglio dal Cortile d’Onore della Casa della Musica, con due straordinari eventi a sostegno del restauro.

San Francesco del Prato
San Francesco del Prato

«Per ovvi motivi, cambia il luogo ma non il senso», spiega Don Alfredo Bianchi, membro del Consiglio direttivo del Comitato San Francesco del Prato.

«Le note non conoscono ostacoli. E io credo che la nostra chiesa, sottoposta dal tempo e nel tempo a prove davvero complicate, riuscirà a sentire il calore delle persone e la forza della musica, interpretandoli come una sorta di ouverture benaugurale a distanza nell’attesa della riapertura».

Ideata e organizzata da I Musici di Parma in collaborazione con Casa della Musica e grazie al contributo di Fondazione Cariparma e Opem, la mini-rassegna inaugura alle 21.30 del 19 luglio con “Simpatici Ricordi”, programma incentrato su Giuseppe Verdi e Antonio Pasculli che vede Christoph Hartmann – oboista della Berliner Philharmoniker – dialogare in armonia col Quintetto d’archi de I Musici di Parma.

Tra fantasie, trascrizioni per oboe e memorie musicali, la sequenza dei brani affrontati da solista ed ensemble promette di coinvolgere i melomani ma anche quanti amano le melodie senza tempo e il suono di interpreti di classe.

Domenica 26 luglio, alla stessa ora e nello stesso luogo, “Trumpet Rhapsody” porta a Parma la straordinaria esperienza per fiati su musiche di John Williams, Giuseppe Verdi e Dizzy Gillespie che Andrea Lucchi – prima tromba dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia – condivide per l’occasione con l’Ensemble di Trombe del Salso Summer Class & Festival.

Nel pieno rispetto delle norme di sicurezza, l’accesso sarà consentito solo al pubblico dotato di mascherina, previa misurazione della temperatura e igienizzazione delle mani.

Per consentire il distanziamento sociale, i posti sono stati ridotti. Con prenotazione pertanto obbligatoria, l’ingresso è gratuito con offerta libera: l’intero ricavato sarà devoluto ai restauri della Chiesa di San Francesco del Prato.

Che sia cambiato qualcosa, lo si capisce fin dal momento dell’ingresso in cantiere, al quale si può accedere solo previa misurazione della temperatura con lo scanner.

La vera febbre però, come spiega il responsabile Saverio Borrini, è quella del fare e del fare bene nel tentativo di recuperare il tempo perso, seppure con estrema attenzione e cautela.

Si può comunque guardare con soddisfazione e fiducia all’avanzamento dei lavori e agli obiettivi previsti per i prossimi mesi.

A metà luglio, giungerà a compimento la parte strutturale delle tre absidi della chiesa, intervento che si è rivelato molto complesso dal punto di vista sismico.

Intorno al 20 luglio, cominceranno invece le opere di pavimentazione, con la posa di materiali isolanti, tubazioni dell’impianto di riscaldamento a terra e copertura con un massetto speciale.

La fase di shock termico, propedeutica alla lavorazione con il cocciopesto, è prevista per settembre.

Mentre partono i lavori per il recupero del vicino convento, continuano quelli di restauro della volta dell’abside centrale e delle pareti, dove stanno affiorando bellissimi affreschi del 1400. Il comitato sta valutando di montare nel 2021 i ponteggi interni per poter ammirare queste straordinarie opere da vicino.

Anche i volontari di San Francesco del Prato hanno avuto una lunga pausa con il lockdown. Il gruppo si è venuto costituendo e consolidando attraverso varie esperienze di servizio, ma in modo particolare grazie alle visite al rosone dello scorso autunno.

Pur non potendo replicare l’esperienza in questa primavera estate, come programmato, i volontari non si sono dati per vinti.

Sabato 11 luglio si sono dati appuntamento per ravvivare la motivazione e la passione per San Francesco del Prato con una serata alternativa di “formazione permanente”, pur con attenzione alle precauzioni anticontagio.

Grazie alla generosa collaborazione dell’associazione culturale Eliot, si sono messi in ascolto di alcuni dei Cori da “The Rock”, composti nel 1934 da T. S. Eliot proprio in occasione della costruzione di una chiesa londinese.

Questo ponte tra passato remoto, prossimo e presente è stato arricchito da alcuni canti gregoriani. Il tutto condiviso in modo molto “volontario” e amatoriale, per prepararsi a rendere ancora accessibile San Francesco del Prato ai parmigiani e non.