Tempo di lettura: 2 minuti

I bambini di Bore – paese di 800 anime nell’Appennino in provincia di Parma – non lo sanno, ma grazie a due famiglie di migranti dal prossimo settembre avranno ancora la loro scuola.

Le due famiglie arrivano dalla Nigeria e dal Congo: da qualche giorno vivono in due appartamenti nel centro del paesino. Il loro arrivo in questo borgo è stata una decisione presa del sindaco, Fausto Ralli, che alla richiesta della prefettura di Parma di accogliere dei migranti ha posto una sola condizione: “Avere delle famiglie con bambini in modo da poter formare le classi per la scuola”.

L’idea è stata subito accolta dalla prefettura, che ha inviato i due nuclei familiari nel paesino di montagna: “In questo modo abbiamo risolto un nostro problema e abbiamo dato una mano a chi ha bisogno – racconta Fausto Ralli –. Se non l’avessimo fatto ci saremmo ritrovati a settembre con pochi alunni per riuscire a formare una classe per le materne e una per le elementari. E con il rischio per le famiglie di Bore di dover portare i loro figli verso l’istituto più vicino, a 15 chilometri di distanza”.

Le due famiglie che da qualche giorno abitano gli appartamenti di proprietà del Comune hanno iniziato a incontrare i vari membri della comunità. Molti portano loro abiti e oggetti che possono essere utili per la casa.

“Sono contento della solidarietà che i miei cittadini stanno riservando a queste famiglie – racconta il sindaco –. E ho visto che molti bambini del paese hanno iniziato a coinvolgere i ragazzi delle due famiglie”.

Il passo successivo a cui pensa il primo cittadino è di riuscire a inserire queste famiglie all’interno di un percorso lavorativo: “ Per ora non abbiamo pensato a nulla di specifico perché aspettiamo gli ultimi accertamenti della prefettura – conclude Fausto Ralli –. Dopo di che avrei intenzione di capire anche in base alla loro competenze come aiutarli: in questo modo si supera l’immagine stereotipata di chi vede i migranti come dei mantenuti”. 

CONDIVIDI
Redattore Sociale
Il Network di Redattore sociale raggruppa diverse iniziative di informazione, documentazione e formazione sui temi sociali. A promuoverle è la Comunità di Capodarco di Fermo, dal 1966 una delle organizzazioni italiane più attive nell’intervento a favore di persone in difficoltà e oggi diffusa in varie regioni. Motore di questa rete è la redazione dell’Agenzia giornalistica quotidiana Redattore sociale, nata nel febbraio 2001 ed oggi attiva su un portale web riservato agli abbonati.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *