Concesio, Brescia. Una collettiva che indaga i rapporti tra uomo e spiritualità, tra dimensioni interiori e domande sul destino dell’universo e dell’umanità. Alla Collezione Paolo VI, dal 7 aprile al 16 giugno prossimo, spazio a Passaggi: la mostra degli 8 artisti finalisti del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea di quest’anno. Saranno esposte le opere di Stefano Crespi, Marta Cristini, Ettore Frani, Armida Gandini. Albano Morandi, Daniela Novello e il duo composto da Corrado Saija e Giorgio Presti.

Passaggi si apre con l’opera di Daniela Novello, consistente in due tavoli poveramente imbanditi e chiaramente allusivi all’Ultima Cena. Sulla parete di fondo si accostano invece i due video, assai diversi tra loro, ma accomunati da una ardente ricerca di spiritualità, Pulses di Armida Gandini e Dove stavi guardando per non vedermi di Stefano Crespi.

Al centro della sala spicca invece l’installazione sonora di Corrado Saija e Giorgio Presti, intitolata Dove sta il mio occhio cresce il mio grano: una scatola spaziale di forma esagonale, all’interno della quale il visitatore è invitato ad entrare. Il percorso della mostra prosegue con i lavori di Ettore Frani, interprete tra i più sensibili e capaci della giovane scena pittorica italiana che presenta cinque quadri dal titolo Le dimore del pittore, e con l’installazione Les chants de la mi-mort di Albano Morandi ispirata all’omonima opera musical-letteraria di Alberto Savinio.

La chiusura è lasciata invece all’artista più giovane, la ventisettenne bresciana, ma ormai francese d’adozione, Marta Cristini, con quattro opere tra loro distinte, Météorites, La chute, Poussière e Atlas, che vengono tuttavia connesse organicamente in una singola installazione, che rimanda ad una dimensione spirituale “cosmica”.

Gli artisti sono stati scelti a dicembre dello scorso anno dalla Giuria del Premio, composta dal Comitato Scientifico del museo: Paolo Sacchini, Luciano Caramel, Cecilia De Carli, Paolo Bolpagni e Sandro Barbagallo, ai quali quest’anno si è aggiunto anche Don Giuliano Zanchi, Direttore del Museo Diocesano “Bernareggi” di Bergamo. “Sono gli artisti che meglio hanno saputo incarnare la filosofia del museo – spiega Paolo Sacchini direttore dell’ente promotore –  proponendo opere non necessariamente a tema o soggetto religioso, ma caratterizzate da una forte ricerca in senso spirituale”.

L’inaugurazione della collettiva è in programma per il 7 aprile alle ore 17.30; prevista poi a cadenza settimanale nel pomeriggio di ogni sabato una visita guidate gratuita con, a turno, uno degli artisti in mostra. Sabato 12 maggio, inoltre, nel contesto della mostra si terrà un laboratorio per bambini ideato e condotto da Armida Gandini in collaborazione con i Servizi Educativi del museo.

Tra i finalisti verrà poi decretato il vincitore della seconda edizione del Premio Paolo VI che avrà la possibilità di allestire, sempre presso il museo, una propria personale nella primavera del 2019.