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Gattatico, Reggio Emilia. Da anni la Summer School intitolata a Emilio Sereni e organizzata dall’Istituto Alcide Cervi costituisce un punto d’incontro fra ricerca, scuola e governo del territorio. Studiosi, docenti, studenti, amministratori pubblici, agenti territoriali, professionisti e operatori pubblici e privati si incontrano e si interrogano sull’efficacia sociale e politica della ricerca sul paesaggio, sui modi della sua tutela e valorizzazione, sulle tecniche per il suo insegnamento, sulle modalità di pianificazione paesaggistica e territoriale.

Il paesaggio padano di pianura e i suoi prodotti, con case rurali, caseifici, manufatti per il governo delle acque e via dicendo, un mondo proiettato verso un futuro sostenibile. Tutto questo a partire dalla trama degli ultimi scorci di paesaggi agrari sopravvissuti, si tratta dunque di insegnare a leggere il paesaggio con la lente della complessità e della sostenibilità.

La rivoluzione digitale ha avuto un profondo impatto sul modo in cui oggi la storia e la geografia vengono studiate, analizzate, condivise, insegnate, oltre che sul modo in cui le fonti che documentano i fenomeni del passato, del vicino e del lontano, vengono pubblicate, conservate e prodotte.

Un progetto dell’Istituto Alcide Cervi “Passaggi & Paesaggi” ci propone 11 brevi video trasmessi a cadenza quindicinale sui canali social che, attraverso la voce di docenti universitari e studiosi, ci parlano del paesaggio come patrimonio culturale, del paesaggio come bene comune, valore e memoria, con l’obiettivo di comunicare e divulgare i risultati delle ricerche con un linguaggio accessibile attraverso lo strumento del canale YouTube dell’Istituto Alcide Cervi.

Il progetto intende dunque ridurre le distanze tra il contenuto specialistico della Biblioteca Archivio Emilio Sereni, il pensiero e l’azione dello studioso, i suoi scritti sul paesaggio, sull’agricoltura, sulle lotte per la terra, e le trasformazioni nelle campagne che avvengono nell’oggi.

I nuovi mondi digitali se da un lato hanno allargato a dismisura il bacino dei creatori di storia e di visioni geografiche rendendo virtualmente ognuno di noi capace di contribuire alla raccolta, all’interpretazione e alla lettura del passato, del presente, dei luoghi, dall’altro hanno reso sempre più necessario un forte e rinnovato impegno ‘pubblico’ di chi conosce il metodo di analisi delle fonti e di lettura geografica dei fenomeni.