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“Se hai un giardino e una biblioteca non ti mancherà nulla”, questo motto tanto caro al senatore Ugo Da Como si comprende appieno quando si accede allo spazio verde posto a sud della Casa Museo del Podestà a Lonato del Garda, scrigno che custodisce il prezioso patrimonio librario della Fondazione Ugo Da Como.

Da qui partono sabato 22 e domenica 23 maggio, alle 15.00, piacevoli passeggiate in compagnia di una guida naturalistica fra i giardini della Casa del Podestà e il parco della Rocca, che portano alla scoperta della flora e della fauna del complesso monumentale della Fondazione Ugo Da Como.

La Rocca di Lonato e sullo sfondo il lago di Garda
La Rocca di Lonato e sullo sfondo il lago di Garda

Quasi come un hortus conclusus, il giardino interno della Casa del Podestà – da cui è possibile ammirare l’imponente cupola della Basilica di San Giovanni Battista e la Torre Civica – è protetto da antiche mura trecentesche innalzate dalla famiglia Visconti.

Strutturato con tipici terrazzamenti all’italiana, ospita varie specie vegetali: la magnolia, importante perché considerata una tra le piante a fiore più antiche al mondo; il tasso, albero simbolico della rinascita della vita; l’ulivo, tipico della zona gardesana; l’abete, albero sempreverde; e poi l’edera, simbolo di fedeltà e devozione e altro ancora.

La Casa del Podestà
La Casa del Podestà

La visita continua nel parco della Rocca visconteo-veneta, lussureggiante di ulivi, pioppi e betulle. Accanto a un boschetto di querce è sistemata una voliera che ospita varie specie di uccelli.

Si entra poi nella Rocca, Monumento nazionale, una delle fortificazioni più imponenti della Lombardia, posta su una collina morenica da cui si gode una stupenda vista panoramica a 360° sulla pianura bresciana, sulla cittadina di Lonato e sul bacino meridionale del Lago di Garda.

Il Mastio, il punto più alto della fortificazione, è il luogo ideale per scoprire di più sulla formazione geologica del Garda e sui venti che sferzano le sue rive, tanto attesi dai surfisti e velisti. Proprio di fronte alla Rocca si scorge anche la collina della Rova, sulle cui alture Napoleone Bonaparte posizionò le sue truppe e sbaragliò gli austriaci nella Battaglia di Lonato del 1796.

Nelle campagne attorno alla Rocca
Nelle campagne attorno alla Rocca

Scendendo dal mastio, nel quartiere della Rocchetta si accede all’edificio che fu la sede del Capitano, che era posto a capo delle truppe raccolte nella fortezza.

Al suo interno si visita il Museo ornitologico Gustavo Adolfo Carlotto, che ospita un’importante collezione di inizi Novecento con circa 700 esemplari tassidermizzati, suddivisi per area di provenienza, rispecchianti la completa avifauna italiana.

Con l’aiuto della guida è possibile sapere quanto è grande un’aquila di mare oppure scoprire volatili particolari come il gipeto, un tempo estinto in Italia e oggi reintrodotto, e tante altre curiosità.

Ritornati nel parco, un’ultima sorpresa sarà osservare la vegetazione delle mura, tipica dei giardini rocciosi, scoprendo come alcune piante di provenienza totalmente diversa, quali il fico o il carpino, si sono adattate all’ambiente della rocca, creando un microcosmo vegetale unico, oltre a scoprire essenze rare nel Nord Italia come la lappola- carota (Caucalis platycarpos L.).

Le mura della Rocca di Lonato
Le mura della Rocca di Lonato

Domenica 23 maggio, alle ore 10, viene organizzata anche una Passeggiata a 6 zampe: con il proprio cane, si può godere del piacevole percorso naturalistico che collega la Rocca di Lonato alla collina della Valsorda, accompagnati da una guida che fa scoprire le specie botaniche delle colline moreniche (vi possono partecipare anche persone senza cani).

Scendendo dal Castello si raggiunge dapprima il quartiere del Corlo: il breve percorso cittadino è l’occasione per scoprire alcuni esempi di flora urbana, quali oleandri, tipicamente usati nelle siepi delle case o per abbellire angoli vuoti; lecci, alberi longevi e apprezzati fin nell’antichità; abeti, glicini, pitosfori.

Inoltrandosi verso la Valsorda, seguendo il tracciato del sentiero CAI 801, si inizia a conoscere la flora rurale, ammirando una quercia e una lunghissima fila di bagolari, essenza tipica di quest’ambiente a metà strada fra la pianura padana e la collina.

La passeggiata continua incontrando vigneti, melograni e robinie, querce, piante di sorbo, carpini neri, biancospini, sambuchi, gelsi, le cui foglie si utilizzavano come cibo per i bachi da seta, evidente testimone dell’antica tradizione contadina della bachicoltura. Sono luoghi ricchi di fauna: scoiattoli, upupe e rapaci quali il gheppio e la poiana, che se si ha fortuna è possibile veder librarsi in volo tra l’azzurro del cielo e del lago. Al rientro, si può visitare – volendo- la Rocca.