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Pizzighettone, Cremona. Si chiama PAN la manifestazione  alle Casematte del borgo fortificato di Pizzighettone sulla pastorizia, arte, storia e natura, in programma il 9 e 10 dicembre.

Ancora oggi i pastori scendono dalle montagne bergamasche e bresciane e svernano nel cremonese o nel bresciano, ma un tempo questa presenza era ben più massiccia. Quella del pastore, nonostante i progressi tecnologici, è una vita dura che però sta conoscendo nuovo impulso, infatti il continuo calo del numero di ovicaprini si è fermato ed è in controtendenza.

Secondo le stime della Commissione europea il numero delle pecore allevate in Italia nel 2016 è giunto a 7,2 milioni di capi, quasi 200.000 in più rispetto a cinque anni fa. Un’altra sorpresa è che, secondo la Coldiretti, a livello nazionale è pure aumentato il numero dei pastori, soprattutto grazie a oltre 2.000 giovani che continuano l’attività dei genitori o che l’hanno intrapresa spinti dalla voglia di trovare un’occupazione alternativa e a contatto con la natura.

Questi risultati sono resi possibili anche dal boom della domanda italiana ed estera di latte e formaggi di capra. Il mondo della pastorizia a livello internazionale ha importanza millenaria, non solo economicamente ma anche – fra le altre cose – storicamente ed è legato a moltissimi aspetti della società, che la manifestazione di Pizzighettone tenterà di rappresentare almeno in parte.

Nell’ambito della manifestazione PAN alle 21 di sabato 9 dicembre si terrà l’interessante incontro pubblico “Predatori e relative problematiche e interventi”, che in Italia significa essenzialmente “problema lupo”. Insomma, un tema di grandissima complessità che, nel rispetto delle diverse opinioni, ha l’obiettivo di fare confrontare mondi apparentemente vicini ma in effetti lontanissimi.

Parteciperanno come relatori, fra gli altri, il dr. Duccio Berzi  dell’Associazione Canislupus Italia onlus e che è molto noto come ricercatore scientifico sul campo; Valter Grossi, responsabile del Gruppo Lavoro del Circolo Italiano Maremmano Abruzzese; Tino Ziliani, presidente dell’Associazione pastori lombardi, perché in un contesto di tal tipo sarà molto interessante sapere qual è la vita dei pastori, la mentalità e quali problemi debbano affrontare e superare.

Ormai in Italia, e pure altrove, esistono due fronti: chi vuole mantenere la protezione assoluta del lupo e chi invece vuole che si attui una limitazione, almeno in certe zone, a causa delle pesanti predazioni delbestiame.

Appare chiaro che ambedue le fazioni danno e veicolano alcune informazioni errate. Per questo motivo  l’incontro pubblico “Predatori e relative problematiche e interventi” potrà essere una valida opportunità per ascoltare il parere degli esperti delle due fazioni, dando anche la possibilità al pubblico di esporre, civilmente, i propri punti di vista.

Il nome della manifestazione PAN si rifà al mitologico dio greco Pan (Fauno nella mitologia romana), mezzo uomo e mezzo caprone e protettore dei pastori, campagne, selve e pascoli. E certo di protezione i pastori e il bestiame ne avevano e ne hanno certo bisogno, anche a causa del notevole aumentodei predatori selvatici come il lupo e l’orso.

A PAN questa realtà sarà affrontata  con una Mostra sulle tecniche antipredazione, in particolare dal lupo e orso, allestita dall’Associazione Canislupus Italia onlus, i cui esperti saranno a disposizione per spiegare al pubblico la tematica e ovviamente tutto ciò che concerne i predatori selvatici, il cui ruolo in natura è tuttavia  fondamentale.

Da quando pecore e capre furono addomesticate in Mesopotamia migliaia di anni fa, il cane (presente già prima a fianco dell’uomo) divenne un ausiliario indispensabile per la conduzione e protezione del bestiame, in Europa come in Asia e poi in America e Australia. Pertanto a PAN avrà anche un settore cinofilo in cui saranno presenti molte razze, anche rare come il Pastore del Caucaso e quello dell’Asia Centrale.

A PAN largo spazio avrà una Mostra mercato sui prodotti della pastorizia e sull’agro-silvo-pastorale: formaggi di pecora, vacca e capra (tutti di bestiame allevato al pascolo), salumi, latte e prodotti d’asina, funghi, castagne, campanacci, abbigliamento e molto altro.

Nel fossato saranno presenti i pastori della Lombardia, ovviamente con capre, pecore, muli e asini. La manifestazione è a ingresso gratuito, tuttavia per ovvi motivi è vietato l’accesso ai cani non espressamente autorizzati dall’organizzazione, e ha particolare valenza anche per il periodo in quanto il 9 e 10 dicembre sono date a ridosso del Natale. Ma non solo per via dell’aspetto commerciale: ricordiamo che alla nascita di Gesù furono proprio i pastori a rendergli omaggio, oltre 2.000 anni fa.