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In sella alle due ruote, l’agonismo sportivo si era materializzato nella concitata gara di una giornata ciclistica che, nella lontana estate del 1910 di Alfianello, pare abbia rappresentato un successo pari all’affermata diffusione della bicicletta, sia come apprezzato mezzo di locomozione che di appassionante competizione, per suffragarne, dell’epoca, il peculiare contesto, pure contraddistinto dall’uso che, per tale veicolo, dimostrava un nutrito seguito largamente manifesto.

Se, ad Alfianello, la prima domenica di quell’agosto di inizio Novecento, si poneva, di tutta una gara inneggiante alla rapidità, il ricercato riferimento del suo vittorioso baricentro, altri numerosi traguardi attendevano contestualmente gli estimatori della bicicletta, sulle stesse strade bresciane, improvvisatesi arterie di una selettiva gamma di raggiunta velocità che, mediante i pedali, faceva ingranare l’azione delle ruote, nell’equilibrio di guida proteso alla sospirata vittoria.

poster-bici-vintage-cicli-fiat-1910Ne offre una perdurante testimonianza pure l’informazione che, nell’articolo, dal titolo “Corse Ciclistiche a Pavone Mella”, comprende, nell’esplicito rimando a questa peculiarità sportiva, l’allusione anche ad un concomitante avvenimento, riportato nella cronaca de “La Sentinella Bresciana” del 4 agosto 1910, per l’entità della sua celebrata contingenza attrattiva, accompagnata al contesto olimpionico che attingeva, al tempo stesso, dalla tradizione podistica nella sua abbinata impronta propulsiva: “In occasione dei festeggiamenti del pro erigendo Asilo Infantile, il Comitato ha bandito delle grandi corse ciclo-podistiche. Ecco il programma dettagliato: “Domenica 21 agosto corsa ciclistica sul percorso Pavone, Pralboino, Gambara, Gottolengo, Leno (crocevia), Pavone, percorso che si effettuerà due volte. Tempo massimo ore 1,50. Tassa d’iscrizione lire 1,50. La corsa è per dilettanti muniti di licenza. Premi in denaro ed oggetti artistici. Martedì 22 agosto: triplice giro di Pavone (Km. 6). Tempo massimo minuti 35. Tassa d’iscrizione lire 0,60. La corsa è per dilettanti ed è approvata dall’Unione Podistica Italiana. Premi in denaro ed oggetti. Per schiarimenti ed informazioni, rivolgersi al sig. Ettore Maraccani”.

Non meno entusiasmo e non indifferente promessa di partecipazione, sembrava pure rivestire, in un altro dei tre quotidiani dell’epoca, la particolarità di quella manifestazione che, annunciata fra le fitte pagine de “La Provincia di Brescia” dell’indomani, rivelava, del ciclismo, l’ulteriore forma di un’altra possibile modalità di competizione, corrispondente ad una “Corsa Ciclistica a Coppie: organizzata da un gruppo di sportmans avrà luogo domenica 14 agosto una grande corsa ciclistica a coppie libera a chi non vinse mai primi premi di gare approvate dall’U.V.I. (Unione Velocipedistica Italiana). La partenza si effettuerà contemporaneamente e la classifica sarà fatta in base ai punti risultanti all’arrivo. Sarà dichiarata vincitrice la coppia che avrà minor punti in totale. Il percorso di chilometri 61 è il seguente: Brescia, Montichiari, Castiglione, Lonato, Brescia e l’arrivo si effettuerà sul viale Rebuffone”.

Mentre, nella stessa pagina, si concedeva a questa autentica passione sportiva, la visibilità relativa ad un particolare riguardante un’altra manifestazione d’analoga dinamica selettiva, informando che “gli interessati alle gare ciclistiche di Goglione sono avvertiti che la distribuzione dei premi avrà luogo domenica 7 corrente, alle ore 15”, la medesima edizione di questo quotidiano coinvolgeva, gli appassionati delle corse da farsi in sella alla bicicletta, attraverso la proposta divulgativa di un avvenimento che, potenzialmente, li avrebbe, fra non molto, riguardati in una diversa prospettiva, proporzionata a quella dimensione locale che concorreva ad assegnare al territorio bresciano la testimonianza di una sequela verso la natura di tale sport, sperimentata in una sentita ed in una larga adesione effettiva: “Il Convegno Ciclistico di Breno. La presidenza rivolge vivissima preghiera a coloro, i quali hanno già dato l’adesione di partecipare al Convegno di Breno, il 14 agosto, di voler sollecitare la regolare inscrizione. Il buon numero di soci inscritti, l’entusiasmo col quale è attesa la data del Convegno stesso e l’organizzazione perfetta che si sta preparando pel gruppo partecipante, dà serio affidamento che, anche in tale occasione, il “Club Leonessa d’Italia” saprà portare alto, come sinora ha sempre fatto, il nome glorioso della città che rappresenta”.

alfianelloFra le opportunità di confronto, indugianti sulla comune appartenenza alla passione ciclistica, delle differenti esperienze d’allenamento e di pedalata coinvolte, fino alle gare sviluppate a cielo aperto, lungo le strade che collimavano con le località dove si approntavano certi appuntamenti agonistici che, fra l’altro, contribuivano a metterle in vista, il ciclismo aveva occupato la scena ad Alfianello, mediante l’accurato programma di un evento atteso e promosso sull’onda di uno spettacolarità di gare che risultavano ingaggiate nell’entità di corse frammiste fra sportivi locali ed, altri, in maggior numero, invece, in trasferta, secondo separate ed esclusive competizioni distinte.

In un doppio binario di animate capacità fra loro avvinte, in un unico appuntamento agonistico, differenziato da peculiarità frammiste, di tale riuscito evento ne rimane un chiaro ed un significativo riferimento, scaturente fra le cronache del tempo che, rispettivamente, ne annunciavano i preparativi ed il conseguente sviluppo dell’assecondato paradigma sportivo che ne confermava l’intraprendente ingegno e l’ispirato pronunciamento.

Sulla scorta di un’ormai strutturata organizzazione di quanto dell’accennata manifestazione poteva già essere divulgato, “La Sentinella Bresciana”, del 4 agosto 1910, anticipava, a proposito della domenica successiva, l’interessante traccia schematica di un’esauriente descrizione attinente l’ormai incombente rassegna sportiva: “Gara ciclistica ad Alfianello. Domenica prossima 7 agosto, alle ore 14 e minuti 30 avrà luogo una gara ciclistica sul percorso Alfianello, Chiesuola, Pontevico, Bassano, Manerbio, Bagnolo e viceversa; in totale chilometri 45, con due sezioni: una del paese, l’altra dei forestieri. Il tempo massimo è, per la sezione forestieri, ore 2 e minuti 10, per la sezione del paese, ore 2 minuti 30. Premi per la sezione del paese: 1. Medaglia d’oro, dono del nobile sig. Paolo Forcella; 2. Medaglia vermeill grande, dono del nobile sig. Paolo Forcella; 3. Medaglia d’argento, grande, dono del sig. Bonetta Giuseppe; 4. Medaglia d’argento media, dono del sig. Angelo Zilioli; 5. Medaglia d’argento piccola, dono del Comitato. Premi per la sezione forestieri: 1. Medaglia d’oro, dono del Comitato; 2. Medaglia vermeill grande, dono del rev. Moscardi don Angelo; 3. Medaglia d’argento, dono del rev. Moscardi don Angelo; 4. Medaglia d’argento, media, dono del sig. Romano Pietro; 5. Medaglia d’argento piccola, dono del Comitato; 6. Medaglia di bronzo grande, dono del Comitato. Le inscrizioni si ricevono presso il signor Romano Francesco in Alfianello e sono permesse fino alle ore 14 del giorno stesso della corsa. La tassa è di lire 1,50 per i forestieri e lire 1,25 per la sezione del paese”.

Il ritratto, profilato attorno alle parole della cronaca funzionale alla manifestazione e recante, fra le pieghe delle limitrofe località interessate, pure i nomi di alcuni notabili del luogo, si concludeva dettagliatamente con quell’accenno agli orari d’avvio della competizione che avrebbero poi lasciato spazio al naturale prosieguo della calata delle biciclette, lungo i rispettivi circuiti di gara, nell’ambito dei quali le veloci due ruote si sarebbero poi trovate ad essere comprese, racchiuse in una sorta di binari che relegavano alle loro metaforiche rotaie, rappresentate dall’itinerario battuto dai mezzi in corsa, i diversi livelli delle selezioni tanto attese.

Vigorose pedalate avrebbero mosso i primi avanzamenti dei corridori dopo il via ufficiale di partenza, stabilito alle due e mezza pomeridiane per i quattro concorrenti in gara del paese ed, in un’ora, esatta, dopo, per  gli, invece, ventitrè ciclisti provenienti da fuori, fra i quali, gli esponenti della “Società Sportiva di Pralboino”, mentre, fra i presenti convenuti a qualificare le file dell’eterogeneo pubblico, “La Provincia di Brescia” del 10 agosto 1910 segnalava la partecipazione anche dell’allora famoso ciclista bresciano Giuseppe Dilda.

Dalla stessa fonte giornalistica, a margine di questa iniziativa che incoronava le pianure di una porzione della Bassa Bresciana con il circuito di un improvvisato velodromo, immerso nella debordante campagna conquistata dalla fatica degli sportivi in lizza,  appaiono gli esiti della partecipata manifestazione che aveva, fra l’altro, fuso insieme pubblico e ciclisti, in una complementare ed in una condivisa partecipazione, unita suggestivamente alle novità in movimento della ricorsa del migliore risultato, misurato in una sana competizione.

Lungo i piatti orizzonti ubertosi della vasta estensione campestre dei territori interessati alla manifestazione, la comunità di Alfianello aveva accolto, in una fra le pagine della sua storia, le buone prestazioni del ciclismo bresciano di inizio Novecento, riferite agli sportivi premiati per le loro buone affermazioni, rispettivamente attestate nelle qualificazioni legate a suffragate ed a tecniche motivazioni: “Dei quattro corridori inscritti alla sezione del paese arrivò, Primo, su bicicletta del meccanico Spedini Angelo di Seniga, Romano Mario; Secondo, su bicicletta del meccanico Molinari Vincenzo di Pralboino, Ferrari Giovanni, a ruota; Terzo, Sozzi Franco, ad una macchina; Quarto, Sozzi Antonio, a due macchine, impiegando, sul percorso di chilometri cinquanta, ore 1,36. I quattro corridori riportarono i relativi premi. Dei ventitrè inscritti nella sezione forestieri, arrivarono 1o Danieletti Giulio di Brescia, 2° Mancini Aristide di Gambara a mezza ruota, 3° Arcari Giuseppe di Bagnolo Mella ad una macchina, 4° Perotti Luigi di Pontevico; 5° Scolari Giosuè di Brescia, 6° Galuzzi Giuseppe di Cremona, 7° Cucchi Pierino di Pontevico a pochi secondi di differenza”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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