Tempo di lettura: 2 minuti

Verona – Rovigo. Le 10 linee ferroviarie peggiori d’Italia, l’entrata in vigore dell’orario ferroviario invernale racconta, ogni anno, il cambiamento in termini di quantità e qualità dei treni in circolazione e di conseguenza degli effetti sulla vita quotidiana dei pendolari di tutta Italia. Legambiente con la sua campagna Pendolaria ogni anno a questo appuntamento presenta un dossier con quelle che sono le 10 linee peggiori, ossia le situazioni emblematiche per capire da dove si dovrebbe partire per rilanciare l’offerta di trasporto pubblico su ferro, con beneficio in termini di meno inquinamento e meno congestione nelle nostre città, ma anche di qualità della vita e ridotta spesa per le persone.

Da Nord a Sud, dove i treni anno dopo anno si riducono, i tempi di percorrenza si allungano su linee a binario unico non elettrificato e dove non si vedono segnali disperanza, con la conseguenza che sempre più persone abbandonano il treno è sono costrette a prendere auto o pullman. Sono linee frequentate ogni giorno da centinaia di migliaia di persone, tra l’elenco al negativo la Verona-Rovigo.

“Le ragioni di questa situazione verranno evidenziate attraverso le puntuali analisi che ogni annosi trovano nel Rapporto Pendolaria che sarà presentato a Gennaio. Ma non possiamo aspettare per far capire quanto abbiamo bisogno che il tema dei pendolari diventi una priorità di Governo, e che lo sia per molti anni, se vogliamo cambiare questa situazione. Il nostro Paese ha infatti bisogno di aumentare sensibilmente il numero di passeggeri che viaggiano in metro e in treno, se vuole migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni di CO2 come previsto dall’Accordo di Parigi.”

Per Legambiente è fondamentale occuparsi di quei pendolari che ogni giorno prendono questi treni e che sono circa 3milioni. Lo è per una ragione molto concreta e di idea del Paese: su alcune di queste linee malgrado l’affollamento dei convogli la situazione non vede miglioramenti, in altre continua a peggiorare e sempre più persone abbandonano i treni proprio perché li trovano sempre più affollati, vecchi e con continue cancellazioni.

Il dossier di Pendolaria parte dai numeri e da un dato positivo, perché si riduce l’età dei treni in circolazione. Continua infatti la dismissione dei convogli più vecchi in molte Regioni, il miglioramento è avvenuto soprattutto al Nord e al Centro, dove è diminuita l’età media ed il numero di treni.

La seconda, grande, questione riguarda il numero di treni in circolazione. Ossia quanti treni cir-colano sulla rete, perché da qui dipende l’attrattività di un servizio in termini di frequenza e quin-di di possibilità di lasciare a casa l’auto. Purtroppo, malgrado in 10 anni i pendolari siano aumen-tati passando da 2,7 a 2,9 milioni sui treni regionali, quasi +7%, il numero di treni in circolazione nelle regioni sono aumentati sono dell’1,1%. Buone notizie vengono finalmente dai treni Intercity con il 2018 che ha visto segnare un +5,9%in termini di offerta.

Pendolaria 2019

CONDIVIDI
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Esegui l'operazione aritmetica prima di inviare *