Gattatico, Regio Emilia. Una riunione all’Istituto Cervi con la nuova presidente la senatrice Albertina Soliani per discutere le nuove strategie  per il prossimo triennio e rafforzare l’impronta dell’Istituto Cervi nel panorama culturale nazionale e internazionale.

Linee guida per portare l’Istituto Cervi al centro del dibattito non solo storico, ma soprattutto democratico, pronto a raccogliere la sfida della contemporaneità, della crisi di rappresentanza e partecipazione, del deficit di riferimenti etici. In una formula: pensare l’Istituto Cervi, un ente principalmente deputato alla memoria, al servizio dell’oggi.albertina soliani

Su questa linea si è svolta tutta la riflessione, partita da una chiara definizione di appartenenza identitaria all’antifascismo senza annacquamenti. Condizione necessaria per candidarsi insieme ad altri importanti interlocutori nazionali al ruolo di Osservatorio Permanente sulle derive neofasciste e antidemocratiche in Italia e in Europa. Per rispondere ad una prima esigenza di presidio dei valori repubblicani, che deve diventare immediatamente propositiva, e non solo difensiva.

Un luogo come Casa Cervi, con un solido posizionamento nell’immaginario popolare unito all’autorevolezza in campo istituzionale, è il punto di incontro ideale tra queste sigenze: formazione alla cittadinanza consapevole, unita alla responsabilità di un pensiero maturo per rispondere alla crisi del modello democratico e sociale. Condizione necessaria per questa ripartenza è il rilancio di una azione di ricerca e analisi originale che attraversi le tappe cruciali della vocazione statutaria dell’Istituto (la storia dei contadini, lo sguardo al femminile, la centralità della testimonianza) per incrociare le nuove domande che vengono dalla società italiana, dalla comunità globale, dalle grandi questioni di giustizia che scuotono il XXI secolo.alcide cervi

Unite da questa cornice di senso, anche la progettazione già in atto sulla legalità e sulla formazione civile, la vocazione didattica specifica dell’Istituto, la stessa tradizione degli eventi di grande richiamo popolare, assumono forza e propulsione, verso l’obiettivo comune di interpretare la contemporaneità e le sue sfide.
Allo stesso modo l’intensa attività scientifica sul paesaggio, scaturito dal patrimonio di Emilio Sereni, è una piattaforma solida da cui partire per re- includere la riflessione sul territorio, la storia ambientale, la tutela del patrimonio paesaggistico in una logica sociale, di storia degli uomini nel mondo in mutamento.

Terra e testimonianza sono categorie che appartengono alla tradizione del Cervi, e su queste linee l’apertura ad altre tematiche, ad altre storie, ad altri luoghi può e deve essere un obiettivo, per superare i confini di una attività culturale che necessita di costante ripensamento. In continuo rapporto con la profonda umanità espressa dai familiari e dalla natura stessa del luogo Casa Cervi. Questi ambiziosi traguardi sono possibili solo se l’Istituto Cervi ha la capacità di modernizzare la sua governance di indirizzo strategico e culturale, così come di stabilire un nuovo patto con la base sociale, ampliandola verso il Mezzogiorno.museo Cervi

Il Cervi è un organismo con le radici ben piantate nella terra in cui è cresciuto e cresce tutt’ora, ma con i rami e la “testa” proiettata verso orizzonti più ampi, internazionali ed europei. In un frangente economico non facile, il Cervi deve mantenere la propria struttura operativa agile ed efficiente, cercando le forme di gestione più adeguate nella sostenibilità presente.

L’Istituto Cervi, ha ricordato Albertina Soliani in conclusione di questa approfondita discussione, porta con sé una appassionante contraddizione, che interagisce in più modi con la complessità del presente: l’essere luogo diffuso nella coscienza collettiva, ma anche laboratorio permanente di pensiero democratico.

Divulgazione e ricerca, in un unico corpo che vive della passione di tanti. Le sfide che attendono questo autentico patrimonio morale nazionale sono molte, a partire dalla sostenibilità e dalla sua gestione ottimale; ma con lo spirito collegiale impresso fin dalle prime azioni a questo mandato, le sfide del presente porteranno Casa Cervi ad essere necessaria nel futuro.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.