Parma – “Con il passare dei mesi, la crisi economica ha coinvolto un numero sempre maggiore di famiglie, sia straniere sia italiane – ha dichiarato Raffaela Milano Direttore Programmi Italia/Europa Save the Children, l’organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a promuovere i diritti dei bambini nel mondo – In collaborazione con i partner sul territorio, si è deciso, proprio in questo momento così difficile, di intervenire per favorire l’integrazione e la creazione di reti sociali solide a partire dai bambini e dalle loro famiglie”.

Pure restando una delle città italiane con elevata qualità di vita, Parma vede in media 100 sfratti al mese, in cinque anni dal 2006 al 2011 gli sfratti per morosità sono aumentati del 64% e rappresentano l’87% del totale. Solo nel periodo che va dal gennaio 2012 al giugno 2013, sarebbero andati persi complessivamente 1.461 posti di lavoro; anche qui si registrano un alto tasso di disoccupazione femminile e le imprese artigiane sono in difficoltà.

Il quartiere San Leonardo, nella periferia Nord, risente, forse più di altri, del disagio socio-economico, che accompagna una crisi che non sembra finire mai. Inoltre ha registrato un significativo incremento della presenza straniera, che nel giro di 4 anni è passata dal 15% al 19,4% della popolazione totale del quartiere, con tutte le opportunità di crescita ma anche i problemi di integrazione che l’immigrazione porta con sé. Oltre il 27% degli abitanti del quartiere ha meno di 30 anni.

Per queste ragioni, il progettoTutti in gioco” promosso da Save the Children Italia in collaborazione con Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti) e Csi (Centro Sportivo Italiano) con il supporto dei comitati, del Comune di Parma, e con il sostegno di Procter & Gamble si rivolge a circa 1.200 bambini e ragazzi fra i 6 e i 14 anni, coinvolgendoli in varie attività ludico/educative, informative, formative e di laboratorio ed altrettanti adulti di riferimento. Si prevedono, inoltre, interventi di riqualificazione ad alcune aree verdi interne ed esterne all’Istituto stesso, volti a rivisitare gli spazi in un’ottica inclusiva e favorevole all’incontro: anche i genitori e gli abitanti del quartiere saranno attivi nell’identificazione delle attività informative, formative e di laboratorio da proporre alle famiglie nel corso della realizzazione del progetto.