Verona –  Appuntamento il 2 dicembre con il Seminario di avvio del progetto “Cooperiamo per l’Economia del Buon Vivere Comune”.

Il progetto promosso da Mag Società Mutua per l’Autogestione finanziato della Regione del Veneto  coinvolge 119 partner del territorio provinciale (imprese sociali; organizzazioni della società civile; imprese del mondo profit; enti locali; scuole pubbliche e private; associazioni di categoria; dipartimenti universitari; sindacati; banche di credito cooperativo).

La crisi globale nella quale siamo immersi non dà segni di voler regredire. Anzi, rivela l’insostenibilità di un modello economico liberista/individualista visibilmente non in grado di generare una prosperità equa e duratura per tutte e tutti. È perciò sempre più pressante la necessità di far emergere un nuovo orizzonte economico, sociale e relazionale, inclusivo per i più.

Negli anni, l’economia sociale a matrice Mag (e dintorni) si è rivelata feconda nel sostenere nuove forme di lavoro e di intrapresa, di abitare le città ed i territori, di prendersi cura dei beni comuni e delle persone più in difficoltà.

Tale progetto quindi, partendo da molte e sperimentate azioni e relazioni, ha per obiettivo il rafforzamento delle relazioni di rete per potenziare la cooperazione tra i differenti soggetti delle comunità affinché, in modo sistemico, sviluppino pratiche di responsabilità sociale di territorio, divenendo così capaci di rispondere alle sfide dell’oggi generando capitale sociale buono o, meglio, l’Economia del Buon Vivere comune.

Per rendere sostenibile questo obiettivo, il progetto si propone di utilizzare come strumento la co-costruzione di un “Laboratorio dell’Economia del Buon Vivere Comune”, sostenibile e permanente.

Si tratta di costruire un polo di pensiero e lavoro fattivo ed efficace in grado di risposte ai problemi collettivi dell’oggi implementando azioni per un nuovo sviluppo economico e sociale. Il Laboratorio, che accoglierà imprese sociali, imprese profit, P.A., centri di ricerca e organizzazioni della società civile, contribuirà a creare quello che possiamo chiamare un aggiornato “Ecosistema di Economia Sociale e Relazionale”.