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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Due sono le componenti che danno vita al carnevale pescarolese: la tradizione ultrasecolare del “falò” e la sfilata di carri e maschere. Il tutto da vita ad un lungo periodo di lavoro ma anche a bellissimi momenti in compagnia, che a volte vanno oltre il limite della normalità, ma il tutto rientra nell’atmosfera del momento.

La prima parte costituisce la vera tradizione. Si sintetizza negli ultimi giorni del carnevale: il grande fuoco che si conclude alla mezzanotte dell’ultimo giorno, segnalato da rintocchi della campana, dà inizio alla Quaresima. Un fuoco, a volte erroneamente mescolato con altre tradizioni simili, con le quali però nulla ha da condividere.

In merito alle tradizioni simili, come il bruciare la vecia, i fuochi di S.Antonio, il bruciar l’anno vecchio e tanti altri, sono legati ognuno ad una realtà diversa. Sull’argomento “fuochi” fu proprio il nostro Museo del lino a farsi promotore di un convegno, sintetizzato poi in una bellissima pubblicazione.

Purtroppo per quanto riguarda il nostro “falò” non abbiamo agli atti documentazioni in merito, così si fa riferimento ai “si dice” tramandati nel corso dei secoli e per fissare il punto della situazione. Nel 1965 si celebrò il 300° facendo risalire quel momento all’epoca della peste, quale momento di allegria che vollero celebrare gli scampati dalla terribile malattia. Fu proprio in occasione della celebrazione di quella ricorrenza che si diede il via alla prima sfilata di carri e maschere.

Però a Pescarolo c’era già chi aveva la passione e l’ingegno di creare per l’occasione del carnevale qualcosa di diverso e, dopo un incontro in casa di Gino Arcari, nel 1956, presente anche Bonvicini Luciano, ci dice Arisi Palmino: “quando la compagnia e la voglia di fare avevano un valore molto diverso da quello di oggi, assieme a Caifa Fausto e Bassi Rosolino, abbiamo realizzato sotto al portico della cascina, che fa angolo tra le vie Porta Meridionale e Mazzini, ”il missile” “.

Ma Arisi non nasconde una punta d’orgoglio per aver contribuito alla realizzazione del primo carro di Pescarolo e, a questo punto dobbiamo lasciargli spazio per raccontarci come ha vissuto il dopo. “Quell’anno precisa ci limitammo a girare per il paese. Nel 1957 con l’arrivo sulla luna, l’abbiamo modificato, pronto per il lancio e con l’aiuto di Arcari, realizzammo, in casa sua, dei robot che poi lui, competente in materia in qualità di dipendente ENEL, dotava di luci e automatismi vari e andammo al carnevale di Castelponzone, ottenendo come premio 50.000 lire che poi facemmo fuori in cene curate dalle rispettive mogli.

Fù quella, dice Arisi, un’esperienza che ci caricò d’entusiasmo e continuammo a fare carri, aderendo poi al nostro carnevale locale. Nel 1966 circa, ci siamo trasferiti nel mio capannone in via Praterie e nel gruppo entrarono altre persone, tra le quali anche Savi Abele, Marchini Giacomo, Gianni Ferrari, Anselmi Aristide e Paleari Giuseppe, arrivato a Pescarolo nel 1961 e convinto poi da Savi Abele. Il gruppo aveva preso il nome de “I Nobili”. Insieme ad essi, altri due personaggi molto importanti per le loro capacità ai fornelli, Bassi Palmiro, che a quei tempi faceva il cuoco in Svizzera e Ghisleri Gino, diedero il meglio delle loro capacità, arrivando quasi all’organizzazione di una gara, tra chi faceva il risotto migliore e sul quale poi si dava il giudizio finale a chiusura della serata. Non ricordo l’anno, ma una volta andammo anche a Piacenza con due carri e, anche in quel caso, vincemmo qualcosa, ma non ricordo quanto.

Poi nel gruppo entrò anche Savi Abele che, oltre a lavorare, contribuì anche finanziariamente all’iniziativa e con lui si cominciò anche ad acquistare materiale presso altri carnevali. Andammo a Busseto un volta con i nostri carri, e anche a Viareggio. Purtroppo la mia esperienza a Pescarolo finiva il 14.11.1967 con il trasferimento a San Marino, dove per parecchi anni gestii con la mia famiglia il Bar Nirvana con la rinomata sala da ballo. Certamente nonostante siano passati tanti anni, vedo con piacere che la tradizione resiste ancora e approfitto dell’occasione per fare a tutti gli addetti ai lavori i migliori auguri, ai quali ci uniamo anche noi con l’auspicio che tutto si svolga nel migliore dei modi e che il lavoro di questi mesi venga ripagato da una situazione climatica favorevole con tanta gente in piazza Garibaldi”.

Ricordiamo che la 54ª sfilata è fissata per le domeniche 28 gennaio, 4 e 11 febbraio, preceduta quest’ultima da una sfilata in notturna, sabato 10 febbraio.

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