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Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Tra gli applausi dei numerosi presenti, nonostante la forte calura, Favalli Riccarda, autrice del libro “Pescarolo e la sua gente“, ha ringraziato i numerosi presenti, suggellando con soddisfazione un’importante pagina della storia della nostra gente, affidando poi la presentazione della pubblicazione al Professor Luca Cremonesi, che, per il suo forte legame di parentela con due famiglie pescarolesi, i Cremonesi e i Favalli, ha tutti i titoli per farlo avendo avuto modo di conoscere, sin da bambino, la realtà pescarolese, dove trascorreva le sue vacanze.

Cremonesi ha aperto il suo intervento, ricordando di essere stato preavvertito dalla zia per questo impegno, in occasione di una sua visita che si concretizzò poi in una pagina, in ricordo del papà, in occasione del passaggio del Giro d’Italia, sul giornale la Provincia. Oltre ad esprimere compiacimento per il lavoro fatto dall’autrice, verso quella gente che ho avuto modo di conoscere, ha precisato, quando giravo per il paese con il nonno e lo zio apprezzandone il grande spirito di amicizia verso tutti, ha poi coinvolto Riccarda chiedendole, come le è nata l’idea e, considerato che gli anni passano e i ricordi sono tanti, come ha proceduto nel mettere ordine tra ile tante notizie raccolte.

Riccarda ha evidenziato come da una cosa partita solo per alcuni appunti casuali, sia poi stata come presa da un virus che l’ha portata a a completare queste note collegandole ai personaggi, alle attività e ai luoghi dove queste si svolgevano, un lavoro realizzato grazie a quell’amicizia e a quel rapporto positivo con tutti, partendo dall’ambulante, all’osteria (oggi bar) e a tutte quelle attività collegate alla preminente attività agricola, dall’allevamento del maiale, al campetto parte mais e parte frumento, alle viti che lo circondavano con sotto l’erba per i polli, tutto un lavoro per ricavarne prodotti per il sostentamento della famiglia.

Ricordi che hanno fatto parte della nostra gioventù, quando il paese era pieno di gente, quando si poteva girare in bicicletta senza problemi e quando l’uscita per andare a fare la spesa, era un momento in più di divertimento, piccole cose delle quali ci accontentavamo.

Cremonesi, classificando la pubblicazione come un atto d’amore verso un tempo che è passato, ha chiesto poi a Riccarda se in tutto questo ha avuto modo di confrontarsi, facendo riferimento alla notevole documentazione fotografica, oltre a chiederle se mentre scriveva sentiva la vicinanza di quelle figure e quali erano quelle che le erano rimaste più impresse.

Sul confrontarmi – ha precisato Riccarda – devo ringraziare chi mi ha seguita con interesse nei miei racconti, chi mi ha portato a casa degli appunti e anche delle fotografie per le quali un grazie particolare lo devo all’AUSER per la disponibilità del proprio archivio. Certamente le critiche non mancheranno però ci tengo a precisare che il mio lavoro è stato rivolto alla gente, trascurando volutamente anche importanti tradizioni, già ampiamente trattate in altre pubblicazioni, gente che mentre scrivevo era come se fosse con me“.

Ricordo benissimo ad esempio – continua Riccarda – la bottega di Patina che lui chiamava stabilimento, arredata con i manifesti dei cinema del tempo e dal quale si andava a farsi risuolare le scarpe, che lui poi riportava a domicilio, sicuro di ricavarne anche un buon bicchiere di vino, ricordo il falegname che lavorava giorno e notte per preparare la bara per un defunto. Tra i personaggi ricordo benissimo il mitico vicino di casa Pierino Savi che si riteneva bello e che spesso arrivava a trovare la mamma con le sue battute e ricordo la sua gioia quando riusciva a riempire la sua macchina di servizio, di donne da portare alla Fiera di San Pietro”.

All’Assessore Marta Fiammetti che ai saluti dell’Amministrazione, certa di interpretare il pensiero di tutti , univa i complimenti per il lavoro fatto a favore della nostra comunità, seguiva Cremonesi nel mettere in calendario un appuntamento, per il prossimo anno, per la presentazione di un edizione aggiornata. L’interessante pomeriggio si chiudeva con un rinfresco offerto da Riccarda ai suoi ospiti.