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Piacenza. Dal 26 febbraio  all’8 aprile una grande edizione del Piacenza Jazz Fest. Capillare, strategico e trasversale, questi sono gli aggettivi che meglio descrivono il Piacenza Jazz Fest, arrivato in ottima salute alla sua quattordicesima edizione.

Capillare perché tra main concerts, aperitivi e brunch live, eventi collaterali, appuntamenti formativi e divulgativi, anche nelle scuole, occasioni di solidarietà che si vanno a sommare alle rassegne nella rassegna “Piacenza Suona Jazz”, “Jazz al Centro” e, da quest’anno, “NuJazz” si contano più una quarantina di eventi in poco più di 40 giorni di festival. In media fanno un appuntamento al giorno. Inoltre i suoi concerti sono disseminati in tutti i luoghi più incantevoli della città, un paio in luoghi davvero sorprendenti, con alcune chicche anche in provincia.Incognito_PRESS_1

Strategico perché grazie al perfetto funzionamento della sua sapiente macchina organizzativa riesce a portare a Piacenza i grandi, anzi grandissimi, nomi della musica a livello nazionale e internazionale. Da questo flusso traggono grande ritorno e giovamento la città e i suoi abitanti per primi.

Infine trasversale, dato che propone numerosissime iniziative diffuse a coinvolgere quante più persone BennyGolson_PRESSpossibili, pur nella diversità di età, sensibilità e storie. Trasversale anche per il continuo lavoro di ricerca e commistione tra i linguaggi e i generi, grazie agli innesti con altre arti oltre alla musica quali la fotografia, la danza, il teatro, la poesia e la pittura. Piacenza Jazz Fest offre un programma concentrato di altissima qualità, ogni anno sempre più ricco e variegato, che riesce a non perdere mai di vista il contesto sociale e il territorio con speciali appuntamenti dedicati alla solidarietà.

Oltre a confermare tutte le preziose collaborazioni che si sono avviate nel corso degli anni e che hanno contribuito a garantire un’offerta qualitativa sempre più alta e sempre più indirizzata a raccogliere e rappresentare molte delle istanze di cultura del territorio, tra le novità si segnalano le nuove chicche “Incursioni Jazz” e “NuJazz”, nate con l’intento di promuovere in maniera sempre più capillare la musica afro-americana e metterla alla portata di tutti.

KenniGarret_2_PRESSCi sarà anche una liason con la grande mostra evento sul pittore seicentesco Guercino, che partirà a inizio marzo: si potrà ascoltare un suggestivo concerto in duo nella Cattedrale di Piacenza, mentre con lo sguardo si potrà ammirare la cupola splendidamente affrescata cui è stata data nuova vita grazie alla sapiente illuminazione.

Confermate dunque la co-produzione dello spettacolo di punta di questa edizione insieme alla Fondazione Teatri di Piacenza, altri due concerti notevoli grazie alla collaborazione con l’associazione Jazz Network – Crossroads.

Il concerto inaugurale dell’edizione 2017 del Piacenza Jazz Fest si terrà domenica 26 febbraio come da tradizione allo Spazio Rotative.  Come sempre la tessera del Piacenza Jazz Club 2017, sarà la chiave di accesso privilegiata ai concerti del Piacenza Jazz Fest. Sottoscrivendo la tessera si entra a far parte, in qualità di Soci, dell’associazione che organizza il festival. Un modo decisamente unico di vivere questa manifestazione da veri protagonisti, nonché col tipico spirito di “comunità” che contraddistingue il mondo del Jazz.

La manifestazione, ideata e organizzata dall’Associazione culturale Piacenza Jazz Club che si fregia del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il sesto anno consecutivo, è diretta artisticamente da Gianni Azzali, presidente del Piacenza Jazz Club e si avvale del determinante sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, con il supporto della Regione Emilia-Romagna, del Comune e della Provincia di Piacenza, del Comuni di Fiorenzuola e del supporto di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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