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Mentre a Lima fervono i preparativi per la festa di Santa Rosa, durante la quale i cittadini si daranno appuntamento nella Plaza de Armas, nel nord del Perù, precisamente nella cittadina coloniale di Tarapoto, la cooperativa La Progresiva si prepara ad accogliere lo staff di assistenza tecnica di Fenacrep, la Federazione Nazionale delle cooperative di risparmio e credito, per iniziare un percorso di pianificazione strategica sul prossimo triennio.

Anche Cassa Padana è invitata a partecipare al workshop, visto che La Progresiva è una delle nate dal progetto, ormai quasi decennale, tra la banca di credito cooperativo italiana e la Fenacrep.

A differenza della capitale, dove il clima è freddo e piovoso, la città di Tarapoto ci accoglie con alte temperature e un sole brillante.

L’appuntamento è nella sala riunioni della Camera di Commercio. Lì ci attendono il presidente della coopac Ivan Bayona, il presidente del consiglio di vigilanza Manuel, il signor Wilson, membro del comitato di educazione, la signora Gledys, che è responsabile della contabilità, l’addetto al settore informatico Ricardo e, infine, il direttore Darwin.

Pianificazione strategica con Fenacrep

In un ambiente informale e partecipativo, Elenka e Paulo di Fenacrep chiedono ai partecipanti di dare il loro contributo alla definizione della missione e visione della coopac per i prossimi tre anni.

La Progresiva era nata dalla trasformazione di un Red Rural in una cooperativa e, dalla sua nascita, è cresciuta notevolmente sia in termini di raccolta che di crediti concessi. Ora si trova quindi a dover definire nuovi obiettivi strategici da perseguire nel futuro triennio, fondandoli sui valori e principi che caratterizzano le cooperative.

Elenka e Paulo mostrano all’aula una panoramica sui dati finanziari della coopac, che raffrontanto poi con quelli del sistema delle cooperative di risparmio e credito e del sistema finanziario in generale. Il sistema della microfinanza, tuttavia, si rivolge a un bacino di beneficiari che spesso e volentieri è escluso dalle statistiche.

E’ proprio questo parte del bacino a cui si rivolge la cooperativa, quello cioè dei piccoli produttori delle zone rurali di Tarapoto, che il personale della coopac raggiunge con delle motociclette. Ultimamente, comunque, la coopac ha aumentato il numero dei soci della zona urbana, ma Elenka e Paulo suggeriscono di ricominciare a lavorare con più incisività nelle zone rurali.

Secondo Darwin, la priorità, nel prossimo triennio, sarà quella di rafforzare la cooperativa e diminuire la mora. Sarà quindi importante fare un buon lavoro di squadra per concedere crediti in modo consapevole. Ma, a detta di Paulo e Elenka, il rischio che si sta riscontrando nel mercato finanziario peruviano è proprio quello del sovraindebitamento delle persone.

E’ un rischio che è bene calcolare e prendere in considerazione, soprattutto da parte di una cooperativa di risparmio e credito che deve sì fare un servizio al socio, ma anche tutelarlo da possibili rischi.

La discussione prosegue in modo vivace, anche stimolata da giochi di gruppo ed esercitazioni. La pianificazione strategica è un lavoro lungo e meticoloso, che richiede un pensiero attivo e propositivo, concreto e lungimirante allo stesso tempo.

Proseguiamo per ben tre giorni nella elaborazione di una strategia futura che faccia scaturire dagli obiettivi strategici delle attività concrete e degli indicatori di monitoraggio sull’espletamento di tali attività.

Il quarto giorno di lavoro è dedicato alla condivisione dei risultati emersi durante il workshop. Elenka e Paulo proseguiranno poi dai loro uffici di Lima, in stretta collaborazione con Cassa Padana, nell’elaborazione di un documento esaustivo che contenga orientamenti frutto di ragionamenti congiunti, da condividersi con la coopac prima della definitiva pubblicazione, che sarà la bussola della cooperativa per i prossimi tre anni.

Per Cassa Padana, partecipare direttamente al seminario di pianificazione strategica di una delle cooperative nate dal suo progetto con Fenacrep, significa essere un partner che può portare in modo concreto il proprio contributo e la propria esperienza come suggerimento alla coopac sulla strada da percorrere.

E’ proprio questo il significato profondo del progetto Cassa Padana-Fenacrep, che nel tempo ha visto al suo interno varie linee di intervento volte a rafforzare gradualmente, con assistenza tecnica e formazione, le cooperative di risparmio e credito delle zone rurali già esistenti o nate col progetto stesso.

Ha, tra l’altro, anche permesso di inserire tra i suoi obiettivi temi importanti, come quello del soddisfacimento dei bisogni dei soci. Uno di questi era la mancanza di fonti di energia. Tale necessità è stata affrontata con la scelta di favorire in Perù la diffusione delle energie rinnovabili, di cui l’Italia è leader mondiale.

Cassa Padana ha infatti voluto portare nel paese latinoamericano l’esperienza della cooperativa sociale bresciana Cresco, che si occupa di progettazione di sistemi di risparmio energetico, in modo che il suo know-how in tema di energia solare e pannelli fotovoltaici andasse anche a beneficio dei soci delle cooperative di risparmio e credito delle zone rurali, la cui produttività è spesso limitata dalla mancanza di energia elettrica costante.

A partire dal progetto, la cooperativa sociale Cresco ha inoltre instaurato un rapporto di collaborazione con una cooperativa socia di Fenacrep, la coopac Pacifico, con la quale sta valutando la possibilità di avviare un progetto di più ampio respiro a livello nazionale sulle energie rinnovabili.

Il progetto compirà a settembre 2017 dieci anni e oggi ne possiamo sicuramente parlare come un caso di successo, sia per numero di cooperative nate e con un’operatività stabile (addirittura 11!), che per maturità della collaborazione internazionale.

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