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Rovereto, Trento. Si aprono i confini imposti dalla pandemia, riparte anche la voglia di bellezza, fino al 29 agosto è aperta “Picasso, de Chirico e Dalí. Dialogo con Raffaello” una grande mostra con cui il Mart inaugura la nuova stagione espositiva, uno studio inedito e approfondito sul modo in cui l’arte di Raffello ha influenzato tre dei più importanti protagonisti del XX secolo: Picasso, de Chirico, Dalí.

Seppur in maniera del tutto indipendente, i tre artisti furono ispirati dalla lezione del pittore urbinate di cui studiarono, citarono, interpretarono l’opera lungo tutto l’arco delle loro carriere.

Se de Chirico dichiarò apertamente la sua ammirazione per Raffaello, considerandolo un riferimento per l’elaborazione della poetica metafisica e per la successiva stagione classicista, anche Dalí non fece mistero della sua considerazione per il maestro, un mito a cui guardò sin dagli anni giovanili e che, nel secondo dopoguerra, gli suggerì straordinarie rielaborazioni.

Picasso, al contrario, non confessò mai il suo incontro diretto con l’opera dell’Urbinate; tuttavia quest’ultimo appare all’origine di alcuni suoi capolavori e gli ispirò un’irriverente serie di acqueforti sul tema di Raffello e la Fornarina.

La mostra si snoda attraverso 8 sezioni tematiche, tre delle quali approfondiscono il rapporto di ciascun artista con l’arte del grande pittore rinascimentale: colto e sistematico per de Chirico, più immediato e dissacrante in Picasso, animato da profonda ammirazione quello di Dalí.

Cento capolavori provenienti da alcuni tra i principali musei internazionali, come le Gallerie degli Uffizi di Firenze, il Musée national Picasso di Parigi e la Fundació Gala-Salvador Dalí di Figueres, compongono un affascinante percorso nel quale antico e moderno dialogano.

Nel cuore del meraviglioso Trentino, incastonato tra palazzi del XVIII secolo, il Mart di Rovereto è la prima struttura italiana del nuovo millennio realizzata per essere un polo culturale, un’agorà delle arti e dei saperi. Disegnato dall’archistar svizzera Mario Botta, il Mart di Rovereto attraversa oltre 150 anni di storia, dall’Ottocento ai giorni nostri, con particolare attenzione all’arte italiana del XX secolo.