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Il trecentesimo Street Store ha aperto a Berlino: clienti privilegiati, non solo i senzatetto come da statuto, ma anche – e soprattutto – i migranti, alle prese con il sogno di rifarsi una vita. L’idea dei due pubblicitari Kayli Levitan e Max Patak ha spento 300 candeline, e l’ha fatto per accogliere il flusso umano che si sta riversando in Europa.

Altri sono nati questa estate a Napoli, per iniziativa del Comune.

Il primo Street Store ha visto la luce nel gennaio 2014 a Città del Capo: un negozio a cielo aperto per senza fissa dimora, un temporary shop dove la merce che si può acquistare gratis sono vestiti, accessori e scarpe che altre persone vorrebbero buttare via.

Un negozio a tutti gli effetti, con gli abiti sulle grucce, nel quale persone che non l’hanno mai potuto fare fanno shopping, scegliendo solo quello che piace davvero, con tanto di assistenti alla ‘vendita’ che li aiutano nella selezione.

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Da allora, gli Street Store si sono diffusi a macchia d’olio, e oggi se ne contano 333 tra Sudafrica, Canada, Belgio, Malesia, Brasile, Stati Uniti, Colombia, Messico, Norvegia, Argentina, Costa Rica, Honduras, Ghana, India, Regno Unito, Nuova Zelanda, Senegal, Perù, Grecia, Israele, Australia.

Il mondo intero unito sotto l’insegna di un appendiabito da ritagliare da un pezzo di cartone: chiunque può scaricare il kit online, e allestire il negozio – un pop up store – fatto di poster nella strada della propria città.

“Abbiamo vestito oltre 200 mila senzatetto nel mondo – spiega Kayli Levitan –. Un numero che non riesco nemmeno a immaginare, impossibile da raggiungere senza l’aiuto di moltissime persone convinti che il mondo possa essere migliore di com’è.

E attenzione: questo non è un modo di vantarsi del proprio successo, perché gli Street Store con il successo non c’entrano nulla. Questo, invece, è un modo per mostrate come un’idea all’apparenza insignificante, con la collaborazione e l’aiuto degli altri, con la condivisione, possa avere un impatto devastante. Vale sempre la pena provare”.

Nato in collaborazione con The Haven Night Shelter, associazione no profit che lavora con i senzatetto di Città del Capo, grazie all’appoggio dell’agenzia M&C Saatchi, il fenomeno Street Store, nato virtuale, diffusosi grazie al passaparola sui social media, è diventata un’àncora nel mondo reale.

Street Store

“Questo è ciò che conta, ma ovviamente il ruolo dei social per noi è imprescindibile – ammette Levitan –. Ma nulla regge il confronto con le parole delle persone che vengono a fare shopping da noi”.

Esperienze raccolte nel nuovo video di Street Store: “È stato bellissimo: le persone che mi hanno aiutato a scegliere avevano un’espressione rassicurante, e io mi sono sentita accettata”, commenta una ragazza.

“Sono stato in strada per moltissimi anni – le fa eco, con le lacrime agli occhi, un signore –. Venite dal paradiso, non potrò mai ripagarvi per quello che avete fatto per me”.

“L’homelessness è internazionale – conclude Levitan –: dal nostro sito è possibile scaricare tutto il materiale open source per continuare a lottare per unire le persone, e per ridare a tutti la dignità che meritano”.

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Macri Puricelli
Nata e cresciuta a Venezia, oggi vivo in mezzo ai campi trevigiani. Fra cani, gatti, tartarughe, tre cavalle e un'asina. Sono laureata in filosofia e faccio la giornalista da più di trent'anni fra quotidiani e web. Dal 2000 mi occupo della comunicazione on e offline di Cassa Padana Bcc e dallo stesso anno dirigo Popolis. Quanto al resto...ho marito, due figli e tanti tanti animali.

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