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Mantova – Mi sono da sempre dedicato alla plastica, per necessità e per lavoro; grazie al suo fascino si creò un legame importante cosicché la mia attività si svolse al fianco di una compagna gradevole, sempre giovanile, in continua trasformazione, mai annoiante.

Da molto tempo rifletto sulla possibilità di utilizzarla anche in applicazioni meno industriali e ripetitive ma più artigianali ed amene; lentamente è andata delineandosi una personale interpretazione artistica e sempre di più è aumentato il desiderio di esprimerla; molti anni dopo e nel tempo libero l’ho appagato dando così vita all’iniziativa che qui presento.

Le mele di Cibi
Le mele di Cibi

Nei suoi lavori, Cipi abbina la plastica al legno e utilizza il pmma (polimetilmetacrilato). Puntare su questo materiale non è stato difficile: è bello, caldo, trasparente e soprattutto longevo e stabile alla luce; per queste ragioni molti artisti lo hanno scelto per esprimere la propria creatività.

Anche questa sua declinazione non poteva prescindere dalle sue qualità cercando però di utilizzarlo in una forma nuova ed inedita verso la quale è stata indirizzata tutta la sperimentazione.

“Mi duole osservare, ahimé, quanto sia compromessa l’immagine della plastica” dice l’artista. Che trova la causa nella “costante diffusione di informazioni a lei sfavorevoli, alcune strampalate altre non verificabili”.

Le mele di Cibi
Le mele di Cibi

“Questa costante delegittimazione la colpisce più di quanto si potrebbe immaginare; un esempio: quando feci stampare la locandina in occasione di una recente esposizioni, al tipografo incaricato era venuto il dubbio che il testo potesse contenere un errore: … scusi, mi chiese, è corretto il “Sì, grazie” ? … Sa … a me suonerebbe meglio “No, grazie” ! Non trovo nessun altro materiale nel mondo minerale o vegetale che sia stato così avvilito”.

Quando anni fa Cibi scoprì la plastica rimanendone affascinato e facendola diventare compagna di lavoro non immaginava di doverne un giorno difendere l’immagine.

Lo sgomenta vederla sempre più spesso sul banco degli imputati condannata senza appello ed anche per questo la mia iniziativa può avere un senso: non dilungandomi per sostenere tesi in sua difesa facilmente confutabili da chi vorrebbe difendere ad ogni costo la propria opposta verità ma avvicinando al pubblico un materiale con un esempio pratico per affidare al sentimento più che alla ragione qualsiasi riflessione”.

E per fare ciò è partito dall’inizio, dalle prime esperienze, dalla scelta dei materiali e dalle… mele che diventarono ben presto l’oggetto ideale con il quale affinare una tecnica per esprimerla al meglio.

Le mele di Cibi
Le mele di Cibi

“Scelsi questo frutto per la semplicità e la bellezza ed iniziai per gioco a fissarne l’immagine. Piano piano mi accorsi che, pur con il suo sacrificio, avrei potuto garantire una vita eterna alla sua forma, così, in parte, anche al suo DNA. Imparai a cogliere i minimi dettagli e a comprendere di poter contare su una dimensione infinita ed irripetibile di differenze: comprendere di non avere limiti in tale senso è ancora, nella sua semplicità, una grande meraviglia”.

Oggi nel suo lavoro la mela è diventata una componente marginale che comunque non trascura e continua ad utilizzare come strumento per affinare un metodo trasportando i risultati sulle nuove realizzazioni.

CIBI nasce a Rho nel 1955, frequenta a Milano la facoltà di chimica industriale entrando ben presto nel mondo del lavoro dedicandosi alla plastica; in tale materiale intravede da subito potenzialità creative straordinarie ma lascia questa visione alle spalle per dedicarsi all’azienda nella quale ricerca, sperimenta e porta sul mercato numerose soluzioni nei settori industriali più diversi. Ed è durante questo affascinante cammino all’interno dell’universo plastico che Cibi incontrerà il polimetilmetacrilato (PMMA): ne rimarrà folgorato ed una sorta di innamoramento / panico farà sì che esso diventi da quel momento il suo punto di riferimento sul quale dedicarsi con grande passione e concentrare l’attenzione.

Nonostante il recente impegno creativo sia ancora condiviso con il suo lavoro Cibi ha esposto le sue opere in alcuni recenti eventi: con “Materioteca” laboratorio milanese che promuove e valorizza le materie plastica, ha partecipato alla fiera Plast di Milano nel 2014 e alla fiera Mecspe di Parma nel 2016; con il collettivo “Fuori di Design” ha partecipato al “Doposalone” di Milano, spazio Ansaldo, nel 2016; a cavallo tra il 2016 ed il 2017 la Galleria “Il Bagolaro” di Vincenzo Palmieri gli dedica la sua prima personale ad Arluno (MI).

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