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Podismo che passione!
Due chilometri e mezzo abbondanti percorsi per trentadue volte, avanti ed indietro. Un’ostinata camminata dal tempo medio di percorrenza riconducibile rispettivamente alla durata di circa una mezz’ora l’una, per ogni tornata. Il tutto fa il totale di ottanta chilometri, equiparato, in un’altra cifra, alle diverse ore necessarie a compiere tale tragitto.

Ore diurne che pare siano state preventivate in una dozzina, da spendere in quella soluzione di continuità che è in uso a specifiche azioni agonistiche, pure orientate a calibrare il merito nell’ambito dei dati raggiunti con ciò che a loro attiene, entro i quali le stesse prestazioni sportive risultano di fatto comprese, stabilendo il nesso di una sfida con i medesimi effetti di codificate vie competitive intraprese.

Brescia, tra l’attuale piazza Paolo VI, un tempo “piazza Duomo”, e via Milano, ci sono quasi tre chilometri, secondo un’invalsa dislocazione urbanistica, già sperimentabile in quella prima estate del 1906, quando tale spazio, presente fra questi due distinti angoli della città, era stato, fra l’altro, preso in considerazione da quella singolare impresa solitaria che era divenuta oggetto di attenzione, anche da parte dei contemporanei mezzi d’informazione che, nella cartacea sopravvivenza di un paio di loro edizioni, ne attestano, a tutt’oggi, i particolari confacenti a tale circostanziata manifestazione.

Sembra che un grande camminatore di tutto rispetto fosse, in quei giorni, giunto nel capoluogo bresciano, provenendo da molto lontano, ma, nonostante abbia percorso certe dichiarate distanze, pare che non fosse ancora sazio di passi e di giorni dedicati a questa sorta di indefessa e di inesorabile macinazione di estemporanee misure d’applicazione, nel coniugare fra loro luoghi ed esperienze, per mezzo del più semplice ed immediato sistema di interazione, congenito alla volontà di spostarsi nel movimento degli arti inferiori che ne garantisce l’attuazione.

La notizia abbelliva le giornate di una nascente estate, particolareggiando, nel contesto locale, la curiosa prodezza che un tal francese si apprestava a fare, nell’insieme di una sua più complessa sfida, avviata da tempo ed ancora distante dal compiersi in un traguardo finale, da conseguire, a suo dire, ben oltre le contrade bresciane.

Il quotidiano “La Provincia di Brescia” del 30 giugno 1906, metteva sull’avviso chi avesse forse, in seguito, notato un personaggio tutto preso ad andare avanti ed indietro, in uno stesso itinerario cittadino, tanto per non perdere l’allenamento di una sua convinta vocazione protesa ad una meta, allora, ancora assisa, per lui, in una remota dislocazione: “80 chilometri in 12 ore a piedi. Domani il signore Alessandro Brunet di nazionalità francese, settantenne – il quale è di passaggio per Brescia, mentre sta per compiere il viaggio a piedi Parigi – Gerusalemme – conta di percorrere nella nostra città 80 chilometri in 12 ore. Egli partirà da piazza del Duomo alle ore 6 del mattino e dirigendosi a porta Milano continuerà andando e venendo la stessa via sino alle 18”.

Per quanto, forse, possa sembrare piuttosto inverosimile, anche sul piano di un’autoreferenziale dimostrazione, la marcia centripeta per le vie della città pare che si fosse compiuta davvero. Un breve accenno di resoconto era stato puntualmente riportato in un’altra edizione, quella del 2 luglio seguente, sottoscritta dalla medesima testata giornalistica, nello specificare l’esito di ciò che era stato annunciato come ormai prossimo alla curiosa risoluzione podistica, pure accompagnata dall’eco del disegno complessivo interpretato, un passo dopo l’altro, nelle intenzioni dello stesso podista in questione: “Una lunga corsa a piedi. Il signor Alessandro Brunet, sul percorso da piazza del Duomo a Porta Milano e viceversa ha compiuto ieri, correndo a piedi per 12 ore, la corsa che si era proposta di 80 chilometri; e dopo questa venne a trovarci in redazione fresco ancora ed arzillo, esprimendo la sua riconoscenza per le larghe offerte che aveva avute. Stamane, egli riprenderà il suo viaggio per Gerusalemme, partendo a piedi alla volta di Verona”.

L’indomani, un analogo sfondo d’immedesimazione sportivo, moltiplicato, però, in uno spettro collettivo, animava certi ulteriori particolari, colti dall’edizione quotidiana de “La Provincia di Brescia”, nel riferire, invece, a proposito di un’iniziativa che pareva essere stata incoraggiata dalla appena menzionata testimonianza, per certi versi, solipsistica, secondo una marcia dimostrativa, che, in una sfera personale, ribadiva, in una reiterata autonomia, la tempra volitiva di una dinamica d’impegno passibile di essere, naturalmente, vissuto anche in comitiva: “Gara podistica. Alcuni giovani appassionati allo sport pedestre hanno ideato di indire per il giorno 15 corrente una gara podistica d’incoraggiamento di km 6 circa, sul percorso, Brescia, S. Eufemia e ritorno. La gara sarà libera a tutti coloro che non vinsero mai né primi né secondi premi, e che non abbiano compiuto il 17 anno di età. I premi: consistenti in medaglie vermeil, d’argento, e di bronzo. Le inscrizioni si ricevono al Club sportivo Brixia in via S. Francesca Romana nelle sere di martedì, giovedì e sabbato, dalle ore 9 alle 10 e la tassa d’iscrizione è fissata in L.0,75 cent”.

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Luca Quaresmini
Ha la passione dello scrivere che gli permette, nel rispetto dello svolgersi degli avvenimenti, di esprimere se stesso attraverso uno stile personale da cui ne emerge un corrispondente scibile interiore. Le sue costruzioni lessicali seguono percorsi che aprono orizzonti d’empito originale in sintonia con la profondità e la singolarità delle vicende narrate.

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