Cullare la mia bimba tra le braccia e guardare il suo dolce faccino mentre compone le ultime smorfiette prima di assopirsi è per me uno di quegli attimi magici che ti regala la vita.

So già che la maggior parte delle mamme mi daranno contro. I bambini dovrebbero sempre addormentarsi nel loro lettino per evitare capricci e sofferenze da distacco. Se, infatti, si abituano a prendere sonno in braccio vorranno sempre lo stesso trattamento e faranno più fatica ad addormentarsi da soli. La teoria la so, ma sulla pratica mi concedo qualche licenza.

Così capita spesso che la sera, non appena mi accorgo che la bimba mostra i primi segnali di stanchezza (si tira i capelli e si sfrega gli occhi ripetutamente), la prendo in braccio e insieme andiamo nella sua cameretta. Mentre percorriamo il corridoio lei comincia con la manina a toccarmi il viso.

Con il ditino mi sfiora gli occhi, percorre la linea del naso, fino a che trova la bocca con i denti, una caverna tutta da esplorare. E’ come se passasse in rassegna i miei lineamenti prima di chiudere gli occhi, forse per fissare la mia immagine e sentirmi più vicina a lei nelle ore del sonno.

Poi comincia a parlottare ed emettere piccoli versetti, quasi a cantarsi una sua ninna nanna. Capisco che sta per addormentarsi, è in bilico tra le mie braccia e il dolce dormire. Dovrei stenderla nel suo lettino, ma voglio godermi fino alla fine questo attimo di splendido abbandono.

Lei chiude gli occhi, la mano le scivola lungo il corpo, appoggia la testina sul mio braccio e socchiude leggermente le labbra. La mia bimba adesso è nel mondo dei sogni e io l’ho accompagnata fino dove mi è stato possibile. Le do un piccolo bacio sulla bocca e la adagio nelle sue coperte.

In fine dei conti, penso, c’è tempo perché impari ad andare a letto da sola. Fin che posso vorrei godermi la poesia di questo viaggio meraviglioso.