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Cremona. Giunge alla quarta edizione il Porte Aperte Festival, che quest’anno svilupperà le proprie principali attività nel weekend compreso tra il 28 e il 30 giugno, un festival che si connota per una molteplicità di elementi distintivi, ma che ruota intorno ad una parola chiave: incontro.

Il Porte Aperte Festival è incontro di culture, di idee, di linguaggi espressivi, di volontari, di appassionati, di percorsi tra loro differenti, ma accomunati dalla disponibilità a dialogare e confrontarsi per crescere. Per “incontrare” è necessaria serenità, disponibilità d’animo, curiosità, voglia di capire e di crescere. Non servono viceversa la paura, la diffidenza, la chiusura, la smania di prevalere e di cancellare la diversità.

La mente, diceva qualcuno, è come un paracadute: non serve se non si apre.

66 appuntamenti, animati da oltre 100 ospiti in 30 diverse location della città, attraversata per tre giorni dalle molte tematiche e spunti di riflessione che il festival propone quest’anno le periferie, le relazioni umane, i grandi sogni di cambiamento, la scienza, tenuti insieme dal grande filo comune dell’apertura e dell’accoglienza. Un tema trattato trasversalmente in molti appuntamenti, tramite il ventaglio di linguaggi che la rassegna offre.

5 mostre di straordinario livello accompagneranno l’intera durata dell’evento e verranno inaugurate nei giorni appena precedenti il weekend topico della rassegna. Tra tutte si segnala la nuova collaborazione con il Festival della Fotografia Etica  di Lodi, che nel suo decennale porterà a Cremona 3 mostre internazionali ospitate nelle precedenti edizioni.

Il Festival vero e proprio invece quest’anno presenterà un programma di notevole rilievo, arricchito di alcune novità, molte presenze internazionali e un ventaglio di collaborazioni illustri.

Proseguirà anche il duplice appuntamento di contaminazione tra cultura e filiera del cibo di qualità, esperita in collaborazione con imprenditori della ristorazione, iniziata lo scorso anno con buon riscontro. Tra le novità dell’anno l’apertura di Scatole aperte”, una nuova sezione dedicata ai giochi ed alla cultura ludica.

Anche la rotazione delle location diffuse resterà un marchio del Festival, che ha riscontrato crescente simpatia, tanto tra il pubblico proveniente da fuori città, quanto tra gli stessi cremonesi.

Un’edizione con protagonisti straordinari, di livello internazionale, con cui si apre un nuovo ciclo, che ci auguriamo nei prossimi anni consolidi e faccia ancora crescere questa rassegna, nata con grande umiltà (ma altrettanta tenacia e passione) dalle idee e dal duro lavoro di 5 amici, che hanno dato vita ad una associazione, e le cui proposte hanno trovato adesione entusiastica da parte del Centro Fumetto Andrea Pazienza e dell’Amministrazione Comunale di Cremona.

Il PAF ha provato in questi anni – e continuerà a farlo con grande umiltà e senza pretesa alcuna di primazia – con pazienza a coltivare il verbo delle Porte Aperte, parlando – nel tempo della competizione – il linguaggio dell’incontro e del dialogo, proponendo – nell’epoca del disimpegno e dell’intrattenimento – la riscoperta della lettura e il piacere dell’approfondimento, seminando – nella stagione della semplificazione e delle certezze – l’intelligenza del dubbio e l’idea che non esistono risposte semplici a questioni complesse.

Porte aperte dunque alla diversità e all’altro da noi. Porte chiuse ai muri e agli stereotipi, a tutte le forme di violenza, fisica e verbale. Porte spalancate ai sogni di progresso e di cambiamento, che nel 2019 sono rappresentati anche da importanti ricorrenze, come la conquista della luna (1969), i grandi movimenti sui diritti civili e l’emancipazione femminile della fine degli anni ’60, la caduta del muro di Berlino (1989).

Non a caso, uno dei filoni conduttori sotto traccia della quarta edizione sarà “volevamo la luna, sintesi delle grandi conquiste spaziali e dei sogni di cambiamento che hanno attraversato alcuni periodi del ‘900.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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