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Brescia – Il 22 ottobre, alle ore 9.30, il Complesso “di San Cristodei Padri Saveriani in Via Giovanni Piamarta ospiterà la XXVI edizione del Premio Cuore Amico.

«In forza del mandato missionario, la Chiesa si prende cura di quanti non conoscono il Vangelo, perché desidera che tutti siano salvi e giungano a fare esperienza dell’amore del Signore. (…) Ogni popolo e cultura ha diritto di ricevere il messaggio di salvezza che è dono di Dio per tutti. Ciò è tanto più necessario se consideriamo quante ingiustizie, guerre, crisi umanitarie oggi attendono una soluzione. (…) Il mandato del Vangelo: “Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28,19-20) non si è esaurito, anzi ci impegna tutti, nei presenti scenari e nelle attuali sfide, a sentirci chiamati a una rinnovata “uscita” missionaria» – dal messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata missionaria mondiale 2016.

Cuore_AmicoPer celebrare i dieci anni di attività dell’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus il suo fondatore, don Mario Pasini, istituiva nel 1991 un premio missionario, con lo scopo «non tanto dell’aiuto economico ai missionari, ma di richiamare l’attenzione e l’impegno degli italiani sull’attività missionaria, silenziosa ma grandiosa opera della Chiesa per la promozione dei poveri del mondo». Così si esprimeva don Mario sul numero di “Cuore Amico” dell’ottobre 1991 per spiegare ai lettori le ragioni dell’istituzione del Premio Cuore Amico.

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Alla vigilia della Giornata Missionaria Mondiale, con l’assegnazione del Premio Cuore Amico, l’Associazione Cuore Amico Fraternità Onlus intende porre l’accento su coloro che si impegnano ogni giorno nella vita e nell’attività di missione.

Il “Nobel dei missionari”, che ha una dotazione complessiva di 150.000 euro, sarà riconosciuto quest’anno a:

  • la congregazione delle Missionarie della Carità che devolverà i fondi ricevuti in Africa Centrale (Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Dem. Del Congo, Camerun, Sud Sudan). Si tratta di zone particolarmente bisognose, dove le “piccole matite” di Madre Teresa di Calcutta sono fortemente impegnate in aiuto di ammalati, mendicanti, bambini e anziani;
  • i Frati Minori della Custodia di Terra Santa, per le attività di assistenza sanitaria, materiale e spirituale agli abitanti della città di Aleppo, martoriata da sanguinosi combattimenti;
  • Enrico Rigosa, laico dell’Operazione Mato Grosso che investirà il Premio in opere di misericordia verso i carcerati della città di Lima, in Perù quale esempio di promozione dell’impegno missionario a Brescia (fu infatti tra i fondatori di Cuore Amico e di altre realtà dedicate alle missioni).

In tale occasione verrà ricordato anche l’ing. Mario Salvi, già socio e membro del Consiglio dell’Associazione, con una targa in sua memoria, consegnata ai familiari.

Missionarie della Carità

missionarie-della-caritaLa congregazione viene fondata da Anjeza Gonxhe Bojaxhiu (1910-1997), in religione madre Teresa. Di origine albanese, abbraccia la vita religiosa nella Congregazione delle suore di Loreto e, inviata in India nel 1929, si dedica all’insegnamento. Colpita dalle misere condizioni della popolazione di Calcutta, con l’autorizzazione della Santa Sede lascia nell’agosto 1948 la sua congregazione per fondarne una nuova. Il 19 marzo 1949 si unisce a lei la prima compagna. La prima comunità è composta da dodici suore vestite di un sari bianco con bordo azzurro e una croce sulla spalla. Nel 1952 le suore aprono la prima casa per i moribondi, Nirmal Hriday, nelle vicinanze del tempio della dea Kali. Del 1955 sono le prime case per poveri e ammalati e per bambini abbandonati e orfani, mentre nel 1957 comincia la sistematica la lotta alla lebbra.

Nel 1959 viene fondata la prima “casa missione” fuori da Calcutta, nello stato indiano del Bihar, mentre nel 1963 nasce una nuova congregazione all’interno delle Missionarie della Carità, I Fratelli Missionari della Carità. Nel 1965 le Missionarie della Carità ricevono l’approvazione pontificia da papa Paolo VI. Nello stesso anno si apre la prima fondazione fuori dall’India, a cui segue l’apertura di centri in tutto il mondo: a Ceylon, in Italia (prima a Roma e poi a Palermo), in Africa, in Australia, in Giordania, in Irlanda, in Russia, negli Stati Uniti, nello Yemen, in Perù, in Etiopia, in Cambogia, in Nuova Guinea. Nel 1976 la fondatrice istituisce il ramo contemplativo delle Missionarie della Carità. Madre Teresa, vincitrice del premio Nobel per la pace nel 1979, è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 e dichiarata Santa da papa Francesco il 4 settembre 2016.

«Noi non siamo assistenti sociali. Siamo contemplative nel cuore del mondo. Siamo ventiquattr’ore su ventiquattro con Gesù». E ancora: «I poveri sono costretti ad essere poveri, anche se Dio non ha creato la povertà, ma l’abbiamo creata noi. Tutti noi davanti a Dio siamo poveri. Noi invece siamo povere per due ragioni: per l’amore che abbiamo verso Dio, come anche per il desiderio, per la necessità, per la decisione di vivere come i poveri fra i più poveri, insieme con loro, per loro, per testimoniare ai poveri l’amore di Dio» – Madre Teresa di Calcutta.

Frati Minori della Custodia di Terra Santa

custodia-terra-santaNel 1217, quando l’Ordine Francescano fu diviso in giurisdizioni, dette Province, nacque la Provincia di Terra Santa, visitata da S. Francesco tra il 1219 e il 1220. Si estendeva a tutte le regioni del bacino sud-orientale del Mediterraneo, dall’Egitto alla Grecia. Dopo la caduta di Acri, ultimo baluardo crociato in Terra Santa (1291), nel 1333 i Frati minori tornarono definitivamente in Terra Santa col possesso legale di alcuni santuari e il diritto d’uso per altri.

Nel 1342 papa Clemente VI, con le bolle Gratias agimus e Nuper carissimæ, approvò l’operato dei Reali di Napoli e diede disposizioni per la nuova entità. I Frati addetti alla Terra Santa potevano provenire da tutte le Province dell’Ordine ed erano sotto la giurisdizione del padre Custode, Guardiano del Monte Sion e del Santo Sepolcro in Gerusalemme. Nei secoli i papi riconfermarono sempre questa missione. Attualmente la Custodia di Terra Santa gestisce Santuari e parrocchie sparsi in Galilea, Giudea, Siria e Giordania. Non possiamo non citare i principali Santuari della Redenzione: il Santo Sepolcro a Gerusalemme, la Basilica della Natività a Betlemme, la Basilica dell’Annunciazione a Nazareth.

Il Custode di Terra Santa è il Superiore dei Frati Minori che vivono in tutto il Medio Oriente. La prima funzione del Custode, oltre che occuparsi della vita dei frati, è di coordinare l’accoglienza dei pellegrini che arrivano in Terra Santa, compito trasmesso dalla Santa Sede più di 600 anni fa. L’attuale Custode di Terra Santa è padre Francesco Patton, nato a Vigo Meano, nella diocesi di Trento, il 23 Dicembre 1963. È in carica dal 20 maggio 2016.

I Frati svolgono attività pastorale in 24 parrocchie, impegnati nell’evangelizzazione e nelle opere sociali: 14 Scuole (in Israele, Palestina, Giordania, Cipro, Libano e Siria) con circa 10mila alunni tra cattolici, non cattolici e non cristiani; 4 Case per malati e orfani, 6 Case per pellegrini, 2 Case di riposo per anziani, vari circoli parrocchiali con doposcuola, laboratori femminili, colonie estive, ambulatori; 630 abitazioni per famiglie bisognose; borse di studio per giovani che intraprendono studi superiori nelle Università.

Enrico Rigosa, laico dell’Operazione Mato Grosso

enrico-rigosa-mato-grossoNel 1980 Enrico Rigosa, originario della provincia di Brescia, entra a far parte dell’Operazione Mato Grosso (OMG), movimento di volontariato giovanile missionario nato sul finire degli anni ’60 di cui fanno parte volontari operanti in America Latina (Perù, Bolivia, Ecuador, Brasile) che, anche dall’Italia, lavorano nel tempo libero a sostegno delle loro missioni. Cinque anni dopo, Enrico presta servizio come volontario presso la missione di Paredao Grande (Mato Grosso, Brasile) per 4 mesi insieme a Giulio Rocca.La parrocchia copre un territorio molto vasto che va da nevai che superano i 6.000 metri di altitudine al Rio Marańon, principale affluente del Rio delle Amazzoni. Sono presenti più di 60 villaggi.

Enrico comincia a lavorare all’interno della parrocchia dedicandosi ai bambini e ai giovani, avviando attività nelle quali possano riscoprire il nutrimento spirituale che viene dal valore del dono, dell’amicizia e della solidarietà, secondo quei valori mutuati dall’oratorio salesiano di San Giovanni Bosco. Avvia un laboratorio d’arte per ragazzi affetti da ritardo mentale o da disabilità fisica, esclusi e marginalizzati dalla comunità locale peruviana e dal normale lavoro educativo: i più poveri tra i poveri. Nell’ottobre del 1992, a soli trent’anni, viene ucciso a Jancas il volontario dell’OMG Giulio Rocca, ad opera dei terroristi del “Sendero luminoso”.

Il 18 marzo 1997, in seguito al suo rapimento, viene ucciso tragicamente il parroco di San Luis, Padre Daniele Badiali di Faenza. Profondamente colpito dalla morte prima di Giulio e poi di Padre Daniele, Enrico decide di rispondere al male fatto porgendo evangelicamente l’altra guancia. Comincia così a intraprendere un’opera di misericordia verso i carcerati che, presto, diventerà parte fondamentale della sua vita. Con lo stesso spirito e la stessa metodologia che hanno guidato l’attivazione dei laboratori d’arte, Enrico opera oggi in numerose e affollate carceri di Lima portando i valori dell’amicizia, del dono gratuito, del lavoro, vicino a uomini e donne, adulti e minori che nessuno vuole sostenere. Sono gesti di carità e amore in grado di recuperare il valore delle persone e della loro umanità.

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