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Brescia – Nell’eco dell’annuale ricorrenza, relativa alla strage di Piazza della Loggia, in relazione alla ricapitolazione memorialistica di tale giornata, espressa nell’ambito di una commemorazione alla quale anche il 2016 si presta con una data appositamente dedicata, accade pure che la cronaca cittadina attesti che, nel medesimo anno, il “premio della brescianità” abbia avuto quale personalità, in tal senso, considerata, anche quella autorevole figura che è referente del sodalizio – www.28maggio74.brescia.it – vocato alla cura di tutto quanto è tematicamente inerente la conservazione della memoria circa l’ecatombe terroristica stessa, nella concomitante ricerca della giustizia che vi si innesta, legandosi pure ad una manifestazione preposta, puntualmente organizzata nel contesto di una riflessione entro la quale, questa nobile ispirazione, si condensa.

In questo modo, l’appuntamento invernale con i santi patroni del capoluogo bresciano, Faustino e Giovita, secondo la sollecita ideazione dell’Ateneo di Brescia, come giornata ufficiale individuata per il pubblico conferimento del premio accennato, interseca anche il lascito perenne, scaturente dal tragico evento che dal fatale maggio del 1974 si rinnova, in pari periodo primaverile, in uno struggente e vigilante ammonimento. A documentarne, fra l’altro, le rispettive parti, concernenti questo abbinamento temporale e sostanziale, strutturato nel corso di un medesimo anno in avvicendamento sul profilo attuale, è la pubblicazione, realizzata dalla “Tipografia Geroldi”, con l’apporto delle immagini di “Foto Eden”, in riferimento a quanto la scelta del titolo di copertina esplica in una formula evocativa: “Premio della Brescianità – Santi Faustino e Giovita 2016”, nel merito di un’iniziativa promossa dall’Ateneo di Brescia, in collaborazione con la “Fondazione Civiltà Bresciana”.

carla boroni
Prof.ssa Carla Boroni

La persona, titolare insieme alla prof.ssa Carla Boroni, al dr. Giorgio Brunelli ed a mons. Antonio Fappani, del premio accennato, in aderenza ad uno stesso anno di consegna, che ribadisce, nello sfalcio maggengo di un evento commemorato, la missione ispirata a porre contrasto verso il terrore stragista ed a promuovere la soddisfazione della giustizia, mediante un personale ruolo direttamente derivato dal giorno in cui tale attentato si è verificato, è Manlio Milani che, nella pubblicazione sopra menzionata, ha come incipit delle pagine dedicategli, secondo l’efficacia sottoscritta da Enzo Gallotta, la presentazione che al lettore lo approssima: “Anima della Casa della Memoria, ha contribuito nel tenere vivo il ricordo della Strage di piazza della Loggia e a farne occasione di riflessione storica, etica e civile”.

Per la cura dell’apprezzato giornalista Massimo Tedeschi, l’opera, riassuntiva dell’edizione in stampa della manifestazione legata alla locale onorificenza divenuta ormai prestigiosa ed affermata tradizione pertinente, dedica analogo spazio pure agli altri titolari della stessa onorifica attribuzione a loro corrispondente che, per la firma del medesimo professionista dell’informazione, ha, nel merito di mons. Antonio Fappani, la relativa sintesi di una trattazione attinente, preceduta dalla precisazione: “Sacerdote, storico, giornalista, promotore di istituzioni e iniziative culturali che rappresentano un luminoso monumento alla civiltà bresciana”.

milani manlio
Manlio Milani

Oltre al presidente dell’insigne “Fondazione Civiltà Bresciana”, per mano, invece, di Luciano Costa un contributo per la presentazione dello stimato medico, d’origine parmense, Giorgio Brunelli, interagisce con l’interessante e biografico contenuto di questa pubblicazione, agganciandovi la sua correlata interpretazione, attraverso l’esordio di una significativa puntualizzazione: “Luminare della microchirurgia, pioniere nella cura delle lesioni al midollo spinale, maestro appassionato e autorevole di generazioni di medici”.

Maria Paola Pasini concorre, con la sua buona penna da affermata giornalista, alla riuscita di questa storica proposta editoriale, documentando l’eccellenza meritoria dell’eclettica donna di cultura, nella figura notoria della prof.ssa Carla Boroni, iniziando a presentarla, attraverso l’evidenza di una introduttiva evocazione, circa la carismatica personalità istituzionale della stessa, rispetto ad un dettagliato scritto, sviluppato in un’esauriente divulgazione ed in un opportuno approfondimento d’individuazione: “Studiosa di letteratura italiana, docente e scrittrice, animatrice di eventi culturali, guida accorta del teatro pubblico locale”.

Tali significativi ritratti contemporanei si collocano in quello spessore valoriale presente nell’ideale che è alla base sostanziale del medesimo scopo promotore del “Premio della Brescianità”, congetturato al centro di un’avvalorata regia, posta in capo alla sua organizzazione, come, fra l’altro, spiega il prof. Sergio Onger, presidente dell’Ateneo di Brescia: “Il premio ha lo scopo di “individuare, incoraggiare, onorare i bresciani di origine e di elezione che, attraverso il lavoro, le iniziative e le opere, in tutti i settori della vita e in ogni categoria – conforme la concretezza e la forza del carattere – hanno dato lustro alla città di Brescia e di essa, meritatamente per prestigio, si sono resi ambasciatori in Italia e nel mondo, nell’esercizio della promozione sociale e in pratica nella crescita civile”.